Ritorno sulla Luna entro il 2030, Leonardo e Thales progettano i sistemi di telecomunicazione

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Радиотелескопы - Sputnik Italia, 1920, 30.01.2022
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La joint venture tra Leonardo e Thales punta a essere leader nel settore anche grazie agli stanziamenti previsti nel Pnrr. Si tornerà sulla Luna in questo decennio e serviranno tecnologie di comunicazione.
L’Italia può giocare un ruolo importante e centrale nello sviluppo del settore dello spazio europeo e in questo ambito Teleaspazio, joint venture tra Leonardo, che detiene il 66% e la francese Thales al 33%, ha un ruolo strategico.
Il Ceo dell’azienda Luigi Pasquali parla al Corriere della Sera dei progetti e delle strategie legate a doppio filo allo Space Package Ue che verrà presentato il 9 febbraio dalla Commissione europea.
“In Italia abbiamo competenze distribuite lungo tutta la catena del valore: abbiamo la grande impresa, la piccola e media, e i centri di ricerca”.
“Possiamo fare molto. Partecipiamo allo sviluppo dei grandi programmi europei Copernicus e Galileo”, spiega Pasquali aggiungendo che Telespazio è leader in Europa nella realizzazione della componente upstream e downstream dei satelliti Sentinel che fanno parte del programma Copernicus.
Inoltre , “uno dei due centri di controllo di Galileo è al Fucino, l’altro a Monaco. Abbiamo sviluppato tecnologie di bordo, come l’orologio atomico di Leonardo”.

Ulteriori sviluppi con il Pnrr

In questa chiave sono fondamentali gli stanziamenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per lo spazio.
“C’è uno stanziamento pari a 2,3 miliardi per lo sviluppo di sistemi spaziali con l’obiettivo di creare un abilitatore economico che poi generi sviluppo nel Paese” e poi è previsto che lo spazio venga impiegato in altri “ambiti in cui Leonardo con il settore spaziale può intervenire”.
“È prevista una costellazione di satelliti per l’osservazione della Terra che si integri con Copernicus e Cosmo SkyMed ma dedicata a rispondere a esigenze specifiche del Paese: dissesto idrogeologico, monitoraggio delle infrastrutture, protezione dagli incendi boschivi. Questa costellazione assorbirà circa il 40% dei 2,3 miliardi”.
Perché le tecnologie spaziali “danno un contributo fondamentale alla sostenibilità, come nell’agricoltura di precisione” e “consentono di ridurre il consumo d’acqua e migliorare la qualità del cibo riducendo i fertilizzanti”.
Infine, “servono anche per monitorare gli effetti del cambiamento climatico. Hanno una funzione predittiva in caso di catastrofi ambientali, si pensi agli incendi”, sottolinea il Ceo.

Obiettivo Luna

Telespazio, inoltre, è pronta a dare il suo contributo “nella gestione del traffico spaziale”.
E tra i nuovi indirizzi “c’è l’esplorazione della Luna. Telespazio con l’Esa sta studiando l’architettura per poter sviluppare sulla Luna servizi di telecomunicazione e di posizionamento” perché “in questo decennio si tornerà sulla Luna per stabilire delle comunità di persone e macchine che operino e quindi ci sarà bisogno di una bolla di connettività”.
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