Magrini (Aifa): “Siamo a una svolta nella lotta alla pandemia: un nuovo vaccino e un antivirale”

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Vaccinazione - Sputnik Italia, 1920, 30.01.2022
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Ottimista grazie agli strumenti aggiuntivi per la cura dei pazienti, in particolare gli immunodepressi e a rischio. Il capo dell’Agenzia del farmaco lancia l’allarme contro l’uso indiscriminato degli antibiotici.
Per Nicola Magrini, capo dell’Agenzia del farmaco italiana, (Aifa), la curva dei contagi si sta raffreddando e “già da due settimane i casi sono rallentati e da qualche giorno in discesa. Si può guardare con fiducia ai prossimi mesi tra primavera ed estate, almeno in Europa”.
Un ottimismo che il numero uno dell’Aifa, parlando al Corriere della Sera, proietta anche sui nuovi strumenti a disposizione per curare i pazienti affetti da coronavirus.
“Ora l’armamentario terapeutico a nostra disposizione è più ampio e ci consentirà di curare meglio il Covid-19. La nuova pillola antivirale, Paxlovid, è nettamente più efficace nel ridurre la progressione della malattia rispetto al Molnupinavir”.
L’Italia ne ha acquistata una fornitura pari a 600mila trattamenti che saranno a disposizione già la prossima settimana.
A questo sia aggiunge il monoclonale Sotrovimab “che ha mantenuto una certa efficacia” contro Omicron a differenza di altri della prima ora “ed è in arrivo un’altra combinazione di due monoclonali di AstraZeneca, per i pazienti più a rischio, gli immunodepressi”.
“Possiamo dire che chi si ammala oggi, ed è vaccinato, ha molte possibilità di guarire rapidamente mentre chi non ha risposto ai vaccini per immunodepressione o per, ad esempio, una leucemia, ha più possibilità di farcela”.
Per Magrini è una svolta, perché “possiamo aiutare i pazienti più vulnerabili evitando che sviluppino forme gravi”.
E a questi elementi si aggiungerà il 24 febbraio anche il vaccino Valneva “uno strumento in più forse utile per convincere alcuni dei titubanti che nutrono una paura ingiustificata per i vaccini a Rna messaggero”.

Attenzione a troppi antibiotici

Magrini punta il dito contro la pratica di somministrazione o automedicazione con antibiotici per i malati di coronavirus.
Il numero uno dell’Aifa sottolinea “l’assenza totale di benefici dell’azitromicina, l’antibiotico che è stato oggetto di accaparramento, sia nella cura sia nella prevenzione del Covid-19. L’uso improprio di questi farmaci è stato fortemente sconsigliato da Aifa e da tutte le agenzie internazionali”.
Un uomo va in farmacia - Sputnik Italia, 1920, 13.01.2022
Zitromax introvabile in Italia, è l'antibiotico più utilizzato contro il Covid
In questo momento, infatti, bisogna combattere anche contro “l’emergenza, che si chiama ‘antibiotico resistenza’ che è drammaticamente in aumento”.
Per questo “va ridotto rapidamente l’uso degli antibiotici nei diversi ambiti della salute umana, veterinaria e in agricoltura”.
Magrini spiega che gli antibiotici “non servono nelle infezioni virali e neppure nella maggior parte delle infezioni delle alte vie respiratorie come bronchiti, otiti e faringiti. I medici che li prescrivono fanno cattiva pratica clinica e contribuiscono all’aumento del fenomeno della resistenza ai farmaci”.
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