Capo dello Stato, Amato: "Proposi l'elezione diretta nel 1978, se ne discusse"

© AFP 2022 / Vincenzo PintoИтальянский политик, бывший премьер-министр Италии Джулиано Амато
Итальянский политик, бывший премьер-министр Италии Джулиано Амато - Sputnik Italia, 1920, 30.01.2022
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Il neo-presidente della Corte Costituzionale avverte: l'elezione diretta metterebbe in discussione il ruolo di organo di Garanzia del Presidente della Repubblica, così come sancito dalla Costituzione.
Non puoi prendere una lancetta e metterla in un altro orologio, devi cambiare l'orologio. Il neo-presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato, all'indomani della sofferta rielezione di Mattarella al Quirinale, si esprime per metafore nel commentare la possibilità di introdurre l'elezione diretta del Capo dello Stato nell'ordinamento italiano.
Pur ammettendo, in un'intervista rilasciata a La Stampa, che il voto diretto "presenta certi benefici", tra cui il fatto che "si svolge in un solo giorno, Amato avverte sulle conseguenze sulle istituzioni e sul loro ruolo sancito dalla Costituzione.
"La lancetta di un orologio non la prendi e la metti in un altro orologio - spiega - L'elezione diretta non la puoi prendere e mettere come tale e collocarla all'interno del tuo sistema costituzionale. Il nostro Capo dello Stato è un organo di garanzia", ricorda.
L'elezione diretta farebbe venir meno, secondo Amato, proprio questo ruolo di garanzia, poiché reca un problema di rappresentatività. Il Presidente della Repubblica, eletto con una candidatura politica solo da una parte, non rappresenterà più l'unità nazionale.
"In Francia l'elezione diretta porta in qualche modo al semipresidenzialismo. Io stesso proposi l'elezione diretta del 1978, e se ne discusse. Insomma, se uno decide questo deve cambiare orologio per evitare pasticci", conclude.
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