Bancarotta e ricettazione, estradato in Italia dal Venezuela il latitante Vivaldi

© AP Photo / Laurent Cipriani, FileThis Oct.16, 2007 file photo shows the entrance hall of Interpol's headquarters in Lyon, central France
This Oct.16, 2007 file photo shows the entrance hall of Interpol's headquarters in Lyon, central France - Sputnik Italia, 1920, 30.01.2022
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Il settantenne Roberto Vivaldi era nella lista dei latitanti più pericolosi, il 33enne romano Flavio Febi era ricercato per traffico internazionale di stupefacenti: faceva arrivare la cocaina da Caracas dentro bottiglie di rum.
Sono rientrati oggi in Italia due pericolosi latitanti estradati dal Venezuela. Si tratta di Roberto Vivaldi e Flavio Febi, arrestati nel marzo 2021a Isla Margarita dall'Interpol di Caracas in collaborazione con la polizia italiana, nell'ambito del progetto Wanted 3 promosso dal Servizio centrale operativo e dal Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia.
Il settantenne Roberto Vivaldi, originario di Prato, era latitante dal 1997 e inserito nell'elenco dei maggiori ricercati italiani all'estero. Aveva fatto perdere le sue tracce dopo una condanna a 20 anni e 10 mesi di carcere per bancarotta, ricettazione, riciclaggio, falsità materiale e reati associativi.
Da 22 anni viveva in Venezuela sotto falso nome e gestiva un negozio di articoli musicali e dischi a Isla Marghera. L'uomo è stato localizzato dagli uomini della Sco e della squadra mobile di Prato attraverso l'analisi del web e dei profili social.
Nell'operazione è stato fondamentale il ruolo di un agente sotto copertura che è entrato in contatto con il ricercato. La certezza che si trattasse di Vivaldi è arrivata dall'analisi delle impronte digitali sui dischi in vinile spediti dal Venezuela all'Italia. L'agente sotto copertura, entrato poi in confidenza, è riuscito a fissare un incontro al quale si sono presentati gli uomini dell'Interpol venezuelana.
Assieme a Vivaldi è arrivato oggi in Italia anche il trentatreenne romano Flavio Febi. Nei suoi confronti è emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nel 2017 dal Gip di Torino per traffico internazionale di stupefacenti.
Secondo gli inquirenti, Febi faceva parte di un gruppo criminale di italiani e albanesi che gestiva le piazze di spaccio di Torino. Aveva allestito un canale di approvvigionamento facendo arrivare la cocaina da Caracas all'interno di bottiglie di Rum. Il trentatreenne è stato trasferito nel carcere Regina Coeli di Roma a disposizione dell'Autorità giudiziaria.
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