Venezuela, l'Italia respinge la richiesta di estradizione dell'ex ministro del petrolio sotto Chavez

© REUTERS / Carlos Garcia Rawlins/FilesIl rappresentante del Venezuela presso l'ONU Rafael Ramirez
Il rappresentante del Venezuela presso l'ONU Rafael Ramirez - Sputnik Italia, 1920, 29.01.2022
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Lo scorso luglio la Corte di Appello di Roma aveva accolto la richiesta di estradizione di Rafael Ramirez, ex ministro del Petrolio e Presidente della compagnia petrolifera nazionale durante la presidenza di Chavez.
Rafael Ramirez non verrà estradato dall'Italia al Venezuela. La richiesta avanzata da Caracas nei confronti dell'ex ministro del Petrolio e capo della compagnia nazionale petrolifera PDVSA è stata respinta venerdì dalla Corte di Cassazione, secondo quanto riferisce il suo avvocato Roberto de Vita a Reuters.
"La Corte Suprema italiana ha dichiarato inammissibile in via definitiva la richiesta di estradizione", ha detto l'avvocato De Vita all'agenzia Reuters.
De Vita ha aggiunto che la Corte avrebbe confermato una precedente sentenza che respinge l'estradizione di Ramirez sulla base delle violazioni dei diritti umani in Venezuela. La sentenza è stata consegnata alle parti in causa ma non è ancora pubblicata sul sito della Cassazione.
L'ex ministro è accusato di riciclaggio di denaro, assieme al cugino Diego Salazar e all’imprenditore Jorge Enrique Luongo, secondo quanto riporta la rivista degli Italiani in Venezuela, La Voce.
Sarebbe coinvolto “nel caso della ‘nave fantasma’ di proprietà dell’inesistente compagnia Petro Saudi Saturn, e anche nel caso dell’Office of Marketing Intelligence and Petroleum Policy, con sede a Vienna”.

Figura chiave con Chavez

Rafael Ramirez è una figura chiave durante la presidenza di Hugo Chavez. In uno dei principali Paesi produttori di greggio, è stato dal 2002 ministro del Petrolio e dell'Energia e dal 2004 a capo della compagnia petrolifera nazionale PDVSA. Ha mantenuto questi incarichi sino alla morte di Chavez.
Dalla fine 2014 ha iniziato a svolgere attività diplomatica come ambasciatore del Venezuela all'Onu fino al 2017, anno della rottura con l'attuale presidente Nicolas Maduro.
Lo stesso anno sono iniziati i guai giudiziari con l'accusa di corruzione. L'ex ministro, che sarebbe in possesso della doppia cittadinanza, è dunque fuggito in Italia.
Le autorità venezuelane nel 2018 hanno chiesto all'Interpol di localizzare e arrestare Ramírez e successivamente l'estradizione dall'Italia nel 2020. E' incriminato per peculato doloso proprio, evasione di procedura di offerta e associazione a delinquere.
Ramírez, da parte sua, nega le accuse di corruzione e afferma di essere perseguitato dal governo per le critiche alla gestione di Maduro. Vicinissimo a Chavez ne era stato uno stretto confidente e rimane un ammiratore del defunto presidente del Venezuela.
A luglio la Corte di Appello di Roma si era espressa a favore della richiesta di estradizione del Venezuela.
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