Settima votazione per il Quirinale, centrodestra e M5S verso l’astensione

© REUTERS / Yara NardiРезиденция президента Итальянской республики в Риме
Резиденция президента Итальянской республики в Риме - Sputnik Italia, 1920, 29.01.2022
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Attesa per il vertice di maggioranza, slittato per l'assenza di Conte. Cresce il fronte per un bis di Mattarella. Letta: “Ascoltare saggezza Parlamento”. Salvini apre a un secondo mandato al capo dello Stato.
È in corso la settima votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. Dopo le riunioni dei gruppi dei grandi elettori emerge che anche questo voto non sarà conclusivo e che le divisioni restano ma si fa più forte il fronte per un secondo mandato a Mattarella.
Forza Italia e Lega hanno dato indicazione di astenersi, mentre per Leu e Italia viva potrebbe esserci scheda bianca. Anche M5S dovrebbe astenersi ma qualche elettore vorrebbe confermare la preferenza per il capo dello stato.
La vera notizia della mattinata sembra l’apertura di Matteo Salvini ad un Mattarella bis.

"Basta andare avanti con i veti della sinistra. Piuttosto che andare avanti altri cinque giorni con i veti meglio andare su Mattarella, dire ripensaci, ma bisogna farlo con convinzione".

Nel frattempo si torna a parlare anche di Pier Ferdinando Casini, che si è detto disponibile ma soltanto se il suo nome "unisce". Forza Italia sta sondando su questa ipotesi.
È slittata anche la riunione dei leader della maggioranza, per l’assenza di Giuseppe Conte.
"Non abbiamo potuto riunirci, abbiamo aspettato invano Giuseppe Conte. Era l'unico assente", ha detto Renzi.
"C'erano tutti, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Enrico Letta, Roberto Speranza, mancava solo lui, non capisco".
La maggioranza si è riunita poi dopo le 11.

Letta: ascoltare il Parlamento

Cresce il fronte per chiedere un secondo mandato al presidente Sergio Mattarella. Dopo che ieri il capo di stato aveva ottenuto 336 voti, nel Pd si fa sempre più forte l’ala che vorrebbe chiedere un bis.
"Bisogna fare il possibile perché la quadratura del cerchio avvenga, dopodiché c'è la saggezza del Parlamento e assecondare la saggezza del Parlamento è democrazia".
Così si è espresso il segretario del Pd Enrico Letta, parlando ai grandi elettori.
"Credo che Mattarella, se non ci diamo una mossa, diventerà presidente non a furor di popolo ma a furor di grande elettore".
Questa la posizione del leader di Cambiamo, Giovanni Toti, che ha ribadito che questa scelta “non sarebbe un gran risultato della politica”.
Elezione del presidente della Repubblica - Sputnik Italia, 1920, 29.01.2022
Quirinale, saltano le alleanze: si cerca un nome per la settima votazione
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