Quirinale, saltano le alleanze: si cerca un nome per la settima votazione

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Elezione del presidente della Repubblica - Sputnik Italia, 1920, 29.01.2022
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Corsa a tre tra donne: Belloni, Cartabia, Severino, ma Draghi e Mattarella restano ancora opzioni possibili. Italia viva e Forza Italia bocciano l’ipotesi della numero uno dei servizi segreti.
Il centrodestra è spaccato, l’asse tra Pd e M5S ha subito delle incrinature molto pesanti e sia i Dem che i pentastellati sono divisi al loro interno. Il quinto giorno di votazioni per il Quirinale ha prodotto più divisioni e confusione che unità d'intenti, e ha bruciato due nomi di possibili presidenti donna in meno di 24 ore.
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Quirinale, nulla di fatto alla sesta votazione: vertice Salvini-Conte-Letta per una donna al Colle
Dopo il flop di Elisabetta Casellati, la presidente del Senato, a cui sono mancati anche i voti del centrodestra, è stata la volta della numero uno del Dis, Elisabetta Belloni, che in un solo colpo è passata da nome eccellente a opzione da scartare, con il no di Matteo Renzi, di Forza Italia, di Leu e di parte del Pd e del M5S.

Gli schieramenti cercano ancora un nome per la settima votazione, che si svolge oggi alle 9:30 e nella notte sono andate avanti riunioni infuocate.

Nella rosa delle candidate donna, auspicata dal leader del Carroccio e dal numero uno del M5S, ci sono ancora Marta Cartabia, la Belloni e Paola Severino.
Ma restano in pista anche il bis di Sergio Mattarella, che ieri ha ricevuto 336 voti, e Mario Draghi.

Aria tesa nel centrodestra

Chi ne esce senza lo scettro di vincitore è Matteo Salvini, che ha tentato due approcci e ha lanciato due nomi, Casellati e Belloni, senza ottenere i risultati sperati.
E dopo la debacle di Casellati, Forza Italia ha deciso di trattare da sola.
FI ha tenuto la sua riunione con la partecipazione del coordinatore Antonio Tajani, Lorenzo Cesa dell'Udc, Maurizio Lupi per Noi per l'Italia e Giovanni Toti e Paolo Romani per Coraggio Italia.
Dopo un'ora e mezza di faccia a faccia, è stata sancita la nascita di un nuovo gruppo di grandi elettori, che porteranno avanti trattative autonome e che torneranno alla Camera disponibili a sostenere Pier Ferdinando Casini per il Quirinale, secondo quanto è emerso al termine dei lavori.

M5S divisi

Nonostante il tweet di Beppe Grillo sulla Belloni, l’ex premier Conte è in grossa difficoltà con i suoi.
Parte del partito chiede la rielezione di Mattarella e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio condanna la decisione di bruciare la Belloni senza un “accordo condiviso”, “buttando in pasto al dibattito politico” il nome della numero uno del Dis.
Conte, oltre alla riunione con i suoi, ha dovuto anche spiegare agli alleati di Pd e Leu di non voler rompere le intese sposando la tesi della Lega, ma di aver voluto fare un passo nella direzione del dialogo.
"Sono in corso contatti e confronti e nessuna decisione è già stata assunta. Sul tavolo ci sono diverse candidature con autorevoli personalità anche femminili".

Il Pd spinge per Mattarella bis

Enrico Letta, al termine del confronto serale con Conte e Speranza, ha spiegato che ritiene “fondamentale” organizzare “un incontro delle forze di maggioranza, per il Quirinale” prima del voto di stamattina, perché “non può esserci una soluzione che spacchi la maggioranza, tenendo conto della novità dell'autonomizzazione di Forza Italia".
Nei Dem cresce la sensazione che Conte voglia far cadere il governo in un patto segreto con Salvini, e così viene etichettata la proposta della Belloni, che diventa invisa.

Per questo Letta, in serata, invita piuttosto tutti a tener conto del fatto che il Parlamento ha dato “una chiara indicazione su Mattarella”, con quasi 400 grandi elettori che hanno voluto dare un segnale.

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