Mattarella: “Accetto con responsabilità e rispetto per le decisioni del Parlamento”

© Ufficio Stampa QuirinaleIl presidente Mattarella
Il presidente Mattarella - Sputnik Italia, 1920, 29.01.2022
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Il capo dello stato, rieletto nell’ottava votazione, ha pronunciato una breve dichiarazione dopo la comunicazione del presidente della Camera Fico: "Doveri prevalgono su prospettive personali". Il giuramento forse il 3 febbraio.
“Ringrazio i parlamentari e i delegati per la fiducia espressa nei miei confronti”, ha esordito il presidente Sergio Mattarella, dopo che il presidente della Camera Roberto Fico ha letto il verbale del risultato della votazione a Montecitorio che ha sancito la sua rielezione.
“Questi giorni difficili per elezione del presidente della Repubblica nel corso della grave emergenza che stiamo tuttora attraversando sul versante sanitario, economico e sociale, richiamano a un senso di responsabilità e rispetto delle decisioni Parlamento”.
“Queste condizioni impegnano a non sottrarsi ai doveri a cui si è chiamati e devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti con l’impegno a interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini”, ha concluso.
Mattarella è il secondo presidente più votato della storia della Repubblica italiana dopo Sandro Pertini con 759 voti ottenuti oggi nell’ottavo scrutinio che ha decretato l’elezione per il secondo mandato.

Il cerimoniale: giuramento il 3 febbraio

Il giuramento potrebbe svolgersi giovedì 3 febbraio, l’ultimo giorno della prima presidenza di Mattarella. La data viene scelta d’intesa con il presidente uscente, il nuovo capo dello Stato, che in questo caso coincidono, e i presidenti delle Camere.
Il capo dello stato si era insediato il 3 febbraio 2015.
Insieme al giuramento si svolge il discorso di insediamento, davanti ai 1.009 grandi elettori.
Per presenziare, sarà necessario fare il tampone anti-Covid e altrettanto dovranno fare funzionari e commessi di servizio in aula e i giornalisti ammessi in tribuna stampa.
Il giorno dell'insediamento, il nuovo presidente arriva a Montecitorio mentre le campane del palazzo risuonano.
Dopo essere entrato in Aula, giura nelle mani del presidente della Camera, poi svolge il discorso.
Una volta giurato, la campana di Montecitorio suona nuovamente e vengono sparate 21 salve dal cannone del Gianicolo.
Successivamente raggiunge piazza Montecitorio dove ascolta l'esecuzione dell'Inno nazionale, passa in rassegna il drappello d'onore e, accompagnato dal presidente del Consiglio, rende omaggio al Milite ignoto all'Altare della Patria.
Le Frecce tricolori sfrecciano nel cielo di Roma.
Il presidente viene scortato dai Corazzieri a cavallo, a bordo della Lancia Flaminia presidenziale, e raggiunge il Quirinale dove riceve gli onori militari nel cortile d'onore del palazzo.
Nelle normali cerimonie di passaggio di consegne, il presidente uscente consegna al successore le insegne di Cavaliere di Gran Croce e fa indossare il Gran Cordone, ma in questo caso, lo svolgimento sarà diverso.
Per prassi il presidente del Consiglio rassega le sue dimissioni che vengono respinte.
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