Battiston: “L’emergenza Omicron finirà dopo metà marzo”

© AFP 2022 / Miguel MedinaL'ambulanza a Milano, Italia
L'ambulanza a Milano, Italia - Sputnik Italia, 1920, 29.01.2022
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Ma restano i contagi da variante Delta, che pesano anche sui decessi. Il picco dei contagi è stato registrato il 23 gennaio e la tendenza è in discesa, secondo il fisico dell’università di Trento.
L’emergenza legata alla variante Omicron potrebbe finire dopo la seconda metà di marzo, secondo Roberto Battiston, professore ordinario di Fisica all’Università di Trento, che parla degli sviluppi della pandemia a La Stampa.

“Nella seconda metà di marzo dovremmo arrivare a 300mila contagiati attivi, l’emergenza Omicron dovrebbe finire e con essa il lockdown di fatto delle persone isolate, quarantenate e rintanate per precauzione”.

Secondo il fisico, che tiene un modello matematico sulla pandemia, il “trend è certamente in discesa, ma molto lentamente e bisogna stare attenti”.
Il picco è stato raggiunto domenica 23 gennaio, quando “sono stati sfiorati i 2,8 milioni di contagi. Da allora è iniziato un calo di poche decine di migliaia al giorno, con 150-160mila nuovi infetti e 170-180mila guariti quotidiani”.
Ma per Battiston la discesa è duratura, perché “a livello nazionale l’indice Rt è sceso sotto a 1 e il contagio è diminuito in tutte le fasce di età, tranne da 0 a 9 anni dove non ci sono vaccinati”.
“Un dato interessante, perché si tratta di 3-4 milioni di bambini che non a caso costituiscono un serbatoio del virus”.

Due pandemie parallele

Per Battiston, però, non bisogna sottovalutare che oltre alla variante Omicron in Italia continua a circolare la Delta, che resta al “5% dei 150mila contagiati al giorno e continua a provocare danni”.
“La malattia di Omicron tende a essere più leggera in generale, ma ovviamente nei non vaccinati la probabilità di un decorso grave aumenta. Le centinaia di morti di questi giorni però sono dovute soprattutto a Delta”.
Intanto, “si stanno esaurendo i suscettibili al contagio. La terza dose limita l’infezione, che ha raggiunto tutti i non vaccinati e i vaccinati parziali su piazza”.
Il picco dei morti sarà tra tre settimane “per la parte relativa a Omicron”, ma “per Delta potrebbe non essere stato ancora raggiunto il picco dei contagi e di conseguenza dei morti. Sono come due pandemie parallele e mancano i dati per capire chi muoia a causa della vecchia o della nuova variante”.
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