Quirinale, nulla di fatto alla sesta votazione: vertice Salvini-Conte-Letta per una donna al Colle

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Elezione del nuovo Presidente della Repubblica - Sputnik Italia, 1920, 28.01.2022
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Dopo la bocciatura della candidatura di Casellati da parte del centrodestra, fibrillazione tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Il segretario Dem: "Ora si comincia veramente". Il leader del Carroccio: "Spero domani si chiuda".
Sono stati 336 voti per Sergio Mattarella nella sesta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica, la seconda della quinta giornata in cui si contano anche 445 astenuti.
Un voto che è stato offuscato dalle trattative in corso nelle stesse ore tra Pd, M5S e Lega, da cui è emersa la volontà di scegliere un presidente donna. Tra i nomi più quotati quello di Elisabetta Belloni, a capo dei servizi.
Pd, Leu e M5S hanno indicato di consegnare scheda bianca, dopo essersi astenuti nella prima votazione della mattina, ma soltanto una minoranza ha rispettato l'indicazione, 106. Il centrodestra non ha ritirato la scheda. Tra gli altri votati Di Matteo con 41 preferenze, nove per Casini.
Attesa adesso per il sesto giorno di votazioni, in cui sono previste due tornate, la prima alle 9.30 e poi alle 16.30.

Vertice chiave

Dopo l'inizio della sesta votazione si è aperta la trattativa tra il centrodestra e il centrosinistra per trovare un nome da votare.
Nella sede del M5S si sono incontrati Letta, Salvini e Conte. E prima nel pomeriggio il segretario della Lega aveva incontrato il premier Mario Draghi.
Il segretario del Pd, dopo il primo vertice, si è detto "ottimista".
"Abbiamo iniziato a parlarci, mi dispiace che si sia iniziato solo ora, non è colpa nostra. Si è dimostrato che nessuno ha la maggioranza per eleggere un suo candidato, solo con un accordo si troverà la migliore soluzione per un presidente o una presidente all’altezza di Mattarella".
Lo stesso Matteo Salvini, tornando a dialogare con gli altri partiti, si è detto "fiducioso".

"Sto lavorando perché ci sia un presidente donna, una in gamba, non faccio nomi e cognomi, perché qualunque nome abbia fatto aveva un no a priori. Mi auguro che domani il Parlamento dia dimostrazione di lucidità e si chiuda, con il governo che torni a lavorare in piena carica".

Stessa posizione da Conte, che ha detto di essere al lavoro per un presidente donna. Matteo Renzi, invece, ha dichiarato che Italia viva dirà no a Belloni, in quanto capo dei servizi.

Flop Casellati

Il momento cruciale della giornata si è consumato nello spoglio della prima votazione quando la presidente del Senato Elisabetta Casellati, candidata dal centrodestra, non ha superato il quorum (pari a 505 voti) e si è fermata a 382 preferenze, ben al di sotto dei numeri dei grandi elettori del centrodestra (453) e comunque meno di 400, la soglia fissata dalla coalizione per riproporla nella seconda votazione del pomeriggio.
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Un flop che ha creato uno scossone nel centrodestra: Salvini e Meloni hanno garantito di essere stati compatti, accusando di conseguenza Forza Italia e gli altri alleati di aver impallinato la seconda carica dello stato.
Gli astenuti sono stati pari a 406. Sergio Mattarella ha ottenuto 46 voti, 38 a Di Matteo, 8 a Berlusconi, 7 a Tajani e altrettanti a Cartabia. Casini 6 voti mentre Draghi ne ha ottenuti 3, Belloni 2. Le schede bianche sono state 11, le nulle 9. In tutto 530 i votanti, i presenti 936.
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