Pechino 2022, l'ombra delle qualificazioni truccate sui Giochi invernali

© AP Photo / Jeff RobersonIl personale medico si prepara per Giochi invernali a Pechino
Il personale medico si prepara per Giochi invernali a Pechino - Sputnik Italia, 1920, 28.01.2022
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Secondo un rapporto del Cio, in alcune gare gli atleti migliori avrebbero "frenato", per far qualificare colleghi meno talentuosi. Un minorenne sarebbe stato minacciato di morte perché andava "troppo veloce".
Gare truccate e atleti minacciati di morte per far qualificare colleghi meno talentuosi e poter ampliare così il numero degli Stati partecipanti, e di conseguenza gli introiti.
È l’ombra che incombe sui Giochi olimpici invernali di Pechino, che si apriranno tra poco più di una settimana. La cerimonia inaugurale, infatti, è prevista per il prossimo 4 febbraio. E a rovinare la festa potrebbe non esserci solo l’incubo del Covid.
Il Comitato Olimpico Internazionale, infatti, avrebbe aperto un’inchiesta su alcune qualificazioni sospette per lo sci. A ricostruire la vicenda è il quotidiano la Repubblica, con un pezzo a firma di Marco Mensurati e Fabio Tonacci, tradotto anche in inglese.

In particolare, alcuni atleti, secondo il Cio, sarebbero riusciti a qualificarsi solo grazie alle “cattive” prestazioni dei colleghi. Sotto i riflettori ci sarebbero anche i tempi sospetti di due italiani, Federico Vietti e Michele Gualazzi.

Le gare finite nel mirino del Cio sono tre: la prima disputata lo scorso novembre a Dubai, la seconda a dicembre in Montenegro e la terza a gennaio in Liechtenstein.
A Dubai erano 23 gli atleti in gara. Federico Vietti, iscritto alla Federazione italiana (Fisi), è uno dei più forti. Di solito si attesta su un punteggio di 49.48, ma negli Emirati i suoi punteggi, inspiegabilmente, si dilatano a dismisura e salgono a 77.6 o 79,3. Come lui, anche il collega bielorusso e albanese.
Così il biglietto per le Olimpiadi se lo aggiudicano un atleta kirghizo, Maksim Gordeev, un saudita, Salman Alhowaish, e un indiano, Arif Mohd Khan. Nessuno di loro, viene sottolineato nel rapporto del Cio, è stato poi capace di replicare la propria performance nelle gare successive.
Lo stesso sarebbe successo a Kolasin, in Montenegro. I più forti improvvisamente “rallentano”. L’italiano Michele Gualazzi, che di solito si attesta sul 27,9, ottiene un 79,01. Così a qualificarsi è un altro atleta saudita, Abdi Fayik.

A margine della stessa competizione, un atleta minorenne, secondo il dossier, avrebbe denunciato di essere stato “minacciato di morte” dai colleghi e dai leader delle altre squadre, proprio perché era “troppo veloce”.

A Malbun, in Liechtenstein, per il Cio ci sarebbero altre qualificazioni sospette. A guadagnare il biglietto per Pechino, qui, sono un atleta ghanese e un giamaicano.
“Più di una dozzina di sciatori – si legge nelle conclusioni del dossier del Cio - hanno potuto abbassare di 2, 3, 5 e anche 8 volte il punteggio nel giro di meno di tre mesi. Di questi, 11 sono diventati qualificabili per Pechino. Molti di loro non hanno mai gareggiato prima in questa stagione e non gareggeranno più”.
E il Comitato non ha dubbi: “Quei posti sono stati sottratti ad atleti veri che hanno lavorato tutta la vita per andare ai Giochi e a loro dovrebbero essere riconsegnati”.
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