La Danimarca richiama il contingente militare dal Mali dopo una settimana

© AP Photo / Mohamed SalahaСитуация в Мали в связи с военным переворотом, 18 августа 2020 года
Ситуация в Мали в связи с военным переворотом, 18 августа 2020 года - Sputnik Italia, 1920, 28.01.2022
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L'intera forza danese in Mali è stata richiamata a casa, ha annunciato il ministro degli Esteri del paese scandinavo Jeppe Kofod. La decisione è stata presa dopo un dibattito presso la commissione per gli affari esteri del parlamento, dopo che le autorità maliane avevano avevano mostrato contrarietà alla missione.
Danish TV riporta che l’intera forza danese di 105 persone, compresi i soldati delle operazioni speciali del Jaeger Corps, un'équipe chirurgica e personale di supporto, è stata ritirata dal paese africano.
Arrivata il 18 gennaio per partecipare al gruppo operativo multinazionale antiterrorismo Takuba, guidato dalla Francia, il contingente scandinavo non era stato ben accolto dal governo di transizione del Mali, che aveva ufficialmente annunciato come questo non fosse benvenuto, nonostante i danesi avessero una presenza in quel territorio già a partire dal 2021.
Secondo l'esercito maliano, la Danimarca non si sarebbe consultata con il governo in merito al dispiegamento dei soldati e non avrebbe seguito i protocolli richiesti. Successivamente, sia il Partito popolare socialista che il Partito popolare danese hanno chiesto alla Danimarca di lasciare il paese, nonostante, in precedenza, avessero sostenuto la missione.
La Francia e altri 14 paesi europei avevano cercato di convincere le autorità maliane a consentire alle forze speciali danesi di rimanere nel Paese, ma senza successo.
Il ministro della Difesa danese, Trine Bramsen, ha affermato che, nonostante la decisione di richiamare a casa i soldati, ci vorrà del tempo prima che il contributo danese venga completamente ritirato dal paese dell'Africa occidentale. Il ministro degli Esteri danese, Kofod, ha definito "fluida" la situazione in Mali e ha sottolineato che le forze danesi erano arrivate su invito formale.
"Continueremo la nostra stretta cooperazione con i nostri alleati europei, guidati dalla Francia, per continuare a fare pressione sui golpisti, riconquistare la democrazia e creare sicurezza per il popolo del Mali", ha detto Kofod, lamentando che la Danimarca era stata cacciata via come un “pezzo di uno sporco gioco politico”.
Negli ultimi dieci anni, il Mali, una travagliata nazione francofona dell'Africa occidentale con uno dei tassi di fertilità più alti al mondo, ha assistito a un conflitto armato con i ribelli Touareg, che hanno dichiarato la secessione di un nuovo stato, seguito da una successiva operazione militare francese, nonché due colpi di stato armati negli ultimi due anni.
Dopo il secondo colpo di stato, nel 2021, sono state proclamate le elezioni generali nel febbraio 2022, per poi essere rinviate di cinque anni a causa della situazione instabile. La Danimarca è diventata una voce critica di questa misura e ha persino parlato di sanzioni contro il governo di transizione in Mali, che Kofod ha azzardato essere una delle vere ragioni dietro l'improvvisa opposizione del Mali alla presenza danese.
Il ritiro danese arriva dopo che la Svezia aveva confermato, all'inizio di questo mese, che avrebbe lasciato il Mali a marzo.
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