Kuwait, due ufficiali indagati sull'acquisto dei jet Eurofighter: tonfo in borsa per Leonardo

© Foto : LeonardoEurofighter Typhoon
Eurofighter Typhoon - Sputnik Italia, 1920, 27.01.2022
Seguici suTelegram
Il gruppo di Alessandro Profumo ha perso il 4,5 per cento a Piazza Affari, sulla scia dell'inchiesta per "costi gonfiati", che coinvolge due alti ufficiali nell'ambito della maxi-commessa per l'acquisto di 28 caccia Eurofighter Typhoon.
Un’inchiesta per corruzione, che coinvolge due alti ufficiali dell’esercito del Kuwait, affossa il titolo di Leonardo a Piazza Affari. Martedì il gruppo di Alessandro Profumo ha perso il 4,5 per cento.
Il motivo del tonfo è nelle indagini dell’Autorità anti-corruzione del Kuwait, legate alla fornitura da parte dell’azienda italiana di 28 caccia Eurofighter Typhoon dal valore di 8,7 miliardi di euro. I primi due velivoli sono stati consegnati il mese scorso.
Nel mirino dell’anti-corruzione ci sono due alti ufficiali, un generale e un colonnello, su cui si indaga per “costi gonfiati”. L’Associated Press racconta come l’indagine sia partita dalla discrepanza nei costi di accordi simili sottoscritti da altri Stati del Golfo.
Il Qatar, ad esempio, all’inizio dello scorso anno, aveva pagato 6,9 miliardi per 24 Eurofighter identici a quelli ordinati dal Kuwait, mentre 72 Typhoons, pur di una generazione precedente, sono costati all’Arabia Saudita "soltanto" 6 miliardi. Il regno di Bin Salman avrebbe raggiunto un accordo con il governo britannico per l’acquisto di altri 48 aerei per 5 miliardi di euro.
Secondo l’autorità anti-corruzione kuwaitiana, i due ufficiali avrebbero causato un “grave danno alle finanze pubbliche emettendo fatture gonfiate”.
Il caso, riferiscono i media nazionali, è stato scoperto grazie ad un informatore che ha aiutato il governo ad ottenere informazioni sul cattivo utilizzo dei fondi statali. L’esecutivo del Kuwait ha fatto sapere che le autorità stanno continuando a raccogliere ed esaminare prove relative alla vicenda.
Leonardo ha fatto sapere di non essere oggetto dell’indagine e che il contratto “è stato sempre basato sul principio di massima trasparenza e correttezza”, oltre a precisare che ogni transazione è soggetta a “controlli rigorosi”.
La commessa, ha sottolineato l’azienda nella nota, ripresa anche dal Fatto Quotidiano, sta procedendo “in linea con le aspettative e con successo sul fronte delle consegne, delle milestones contrattuali e degli incassi”.
Gli investitori, però, evidentemente, temono che l’inchiesta che coinvolge due quadri dell’esercito kuwaitiano, possa avere ripercussioni sull’accordo.
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала