Elezioni Quirinale. I vescovi italiani vogliono il Mattarella bis?

© AP Photo / Adrian WyldUn giornalista scatta una foto della chiesa di La Motte, Quebec, al crepuscolo mercoledì 13 marzo 2013 a La Motte.
Un giornalista scatta una foto della chiesa di La Motte, Quebec, al crepuscolo mercoledì 13 marzo 2013 a La Motte.  - Sputnik Italia, 1920, 27.01.2022
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Nel dibattito su chi eleggere come 13° presidente della Repubblica Italiana, sono scesi in campo anche i vescovi italiani attraverso la Conferenza episcopale (Cei).
La loro sessione invernale del Consiglio permanente è caduta proprio nel periodo dell’elezione del Capo dello Stato e non hanno potuto esimersi dal pubblicare un loro auspicio, più che l’indicazione di un nome:
“Questa sessione invernale del Consiglio Permanente è coincisa con l’avvio delle votazioni per eleggere il Presidente della Repubblica. Da qui l’auspicio dei presuli che il Parlamento in seduta comune sappia cogliere il desiderio di unità espresso dal Paese. L’esempio di Sergio Mattarella, come uomo e statista, è un punto di riferimento nelle scelte che devono essere compiute alla luce della Costituzione”.
I vescovi della Cei, quindi, prendono l’esempio di Mattarella come un modello a cui i 1.009 grandi elettori dovrebbero ispirarsi, ma non intendono indicare un Mattarella bis.
Tanto è bastato ai cronisti presenti davanti Montecitorio, per trasformare il comunicato dei vescovi italiani in un endorsement a Mattarella.
Ad esempio, Aldo Cazzullo del Corriere della Sera ha scritto:
“Ci saranno ancora molte schede per Mattarella. Pure i vescovi vorrebbero il bis. Ma le condizioni di Mattarella sono: voto di tutti; mandato senza limiti di tempo”.
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