Turismo, la delusione dei tour operator per il decreto sostegni: "Colpo di grazia al settore"

© Sputnik . Valery Melnikov / Vai alla galleria fotograficaUna spiaggia vuota in Turchia.
Una spiaggia vuota in Turchia. - Sputnik Italia, 1920, 26.01.2022
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La protesta delle Associazioni del Turismo Organizzato: "Il governo ha dimostrato ancora una volta totale indifferenza". A rischio, secondo l'organizzazione, ci sono migliaia di posti di lavoro.
“Non è accettabile che imprese che hanno perso oltre l’80 per cento del proprio fatturato possano essere sostenute con pochi spiccioli”. È l’appello delle Associazioni del Turismo Organizzato (Astoi), che chiedono un nuovo scostamento di bilancio per sostenere il comparto, uno tra i più colpiti dalla pandemia.
L’organizzazione, che raggruppa i principali tour operator italiani, si dichiara delusa dal decreto Sostegni Ter. “Nonostante le ripetute rassicurazioni del Ministro Garavaglia, - osserva in una nota diffusa alla stampa - il dato di fatto è che questo governo ha dimostrato ancora una volta la totale indifferenza verso il turismo organizzato, noncurante dei pesanti effetti economici generati dalle decisioni assunte”.
Sotto accusa la mancata proroga della cassa Covid. “Il governo – si legge ancora nel comunicato - ha scelto di mettere a disposizione delle imprese in crisi gli strumenti ordinari che sono stati oggetto di riforma, con la sola esenzione sul contributo addizionale a carico dei datori di lavoro”.
“Si tratta di una soluzione del tutto inadeguata, - denuncia l’associazione - in quanto gli ammortizzatori ordinari prevedono normalmente un’anticipazione del salario da parte dei datori di lavoro e le imprese, in fortissima crisi di liquidità, non sono minimamente in grado di fare fronte a tali esborsi”.
La differenza, che andrà a gravare sulle imprese, spiegano da Astoi, è che “per ottenere il pagamento diretto da parte di Inps, le aziende dovranno produrre tutta una serie di documenti che invece, per la cassa Covid, non dovevano produrre per dimostrare la palese ed oggettiva crisi finanziaria in corso”.
“Le procedure legate agli ammortizzatori ordinari previsti dal decreto sono quindi molto più lunghe e complesse di quelle della cassa Covid e le imprese e i lavoratori del turismo organizzato - che hanno già esaurito la fruizione dei periodi concessi al 31 dicembre 2021 - non possono più permettersi di attendere tempi lunghi e incerti”, protestano.
In molti, è quindi la previsione, saranno costretti a licenziare. E i posti di lavoro a rischio sono migliaia, considerando che il comparto conta circa 13mila imprese.
“L’incremento del Fondo Unico per il turismo da 120 a 220 milioni – attaccano ancora gli operatori turistici nella nota di commento al decreto Sostegni Ter - risulta del tutto irrisorio, vista l’ampia platea di beneficiari a cui è rivolto lo strumento”.

“Tour operator e agenzie di viaggi – ricordano - sono aziende ancora ferme per via di un decreto, risalente a marzo 2020, che impone il divieto di spostamento per motivi di turismo verso molti paesi esteri”, a fronte del quale “era atteso un indennizzo specifico”, stimato in “almeno 500 milioni di euro per i danni subiti nel 2021”. I ristori, denunciano, non si sono ancora visti.

In più, prosegue la requisitoria, “il mancato prolungamento della moratoria sui finanziamenti, mutui e prestiti, sta già lasciando dei caduti sul campo e molte di più saranno le imprese che subiranno pesanti conseguenze fino alla definitiva chiusura se non si interverrà in modo mirato sul settore”.
Nel giro di due anni, dal 2019 al 2021, il fatturato del comparto è passato da 13,3 miliardi di euro a 2,5 miliardi. L’81,20 per cento in meno rispetto al 2019. Il rischio, senza un intervento tempestivo, sottolinea Astoi, è che molte imprese siano destinate a scomparire.
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