Volo MH17, rappresentante russo presso CEDU chiede respingimento denunce di Paesi Bassi e Ucraina

© Sputnik . Alexei Kudenko / Vai alla galleria fotograficaRottami Boeing Malaysia Airlines caduto nel Donbass, Ucraina
Rottami Boeing Malaysia Airlines caduto nel Donbass, Ucraina - Sputnik Italia, 1920, 26.01.2022
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Il rappresentante della Federazione Russa presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (nota anche come CEDU o Corte EDU), Mikhail Vinogradov, ha invitato i giudici a respingere integralmente le obiezioni delle autorità dei Paesi Bassi e dell'Ucraina sull'inchiesta del disastrodel volo MH17 nel Donbass e su una serie di altre circostanze.

"In conclusione, le autorità della Federazione Russa chiedono alla Corte di respingere integralmente le denunce delle autorità di Paesi Bassi e Ucraina", ha affermato Vinogradov nel suo intervento durante il dibattimento presso la Corte EDU a Strasburgo.

La Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo oggi esamina le denunce dei Paesi Bassi e dell'Ucraina contro la Russia, sull'inchiesta dell'abbattimento del volo MH17 nel Donbass nel 2014.

"Missile lanciato dal territorio controllato dall'esercito ucraino"

La Russia sa che il luogo del presunto lancio del missile che ha abbattuto il Boeing MH17 malese nel 2014 si trovava all'interno del territorio controllato dalle forze armate ucraine nel Donbass, ha affermato Mikhail Vinogradov, rappresentante della Federazione Russa presso la Corte EDU.
"Stiamo seguendo da vicino lo svolgimento del processo presso il tribunale distrettuale dell'Aja e sappiamo che, secondo le spiegazioni dell'esperto del tribunale Mikhail Malyshevsky, il luogo del presunto lancio del missile si trova nel territorio controllato dalle forze armate dell'Ucraina e la testata che ha abbattuto l'aereo appartiene alle forze armate ucraine, secondo il pool investigativo congiunto", ha detto Vinogradov.
Vinogradov ha aggiunto che dai materiali del caso risulta che "bombardamenti di artiglieria ed attacchi aerei venivano effettuati costantemente dall'Ucraina prima dell'incidente aereo".

Disastro del volo MH17 nel Donbass

Il Boeing malese in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur del volo MH17 si è schiantato il 17 luglio 2014 vicino a Donetsk. C'erano 298 persone a bordo, tutte morte. Kiev ha immediatamente incolpato i combattenti indipendentisti per la sciagura, che a loro volta hanno respinto le accuse, sostenendo di non avere i mezzi per abbattere un aereo in quota di volo.
Il 9 marzo 2020 è iniziato nei Paesi Bassi il processo per l'abbattimento del volo MH17. Quattro sono gli imputati: i russi Igor Girkin, Sergey Dubinsky, Oleg Pulatov e l'ucraino Leonid Kharchenko. Pulatov è rappresentato in tribunale da un gruppo internazionale di legali, il resto dei sospettati viene processato in contumacia. L'8 giugno 2021 sono iniziate le udienze.
L'Ucraina ha rifiutato di fornire i dati dai suoi radar e gli Stati Uniti non hanno fornito all'indagine immagini satellitari che, come affermano, mostrano il momento del lancio del razzo.
Come riferito a Sputnik dal ​​vice procuratore generale della Russia, Nikolay Vinnichenko, la parte russa ha consegnato ai Paesi Bassi non solo i dati dei radar russi, ma anche la documentazione che dimostra che il missile di contraerea Buk, che ha colpito il Boeing, apparteneva all'Ucraina ed è stato lanciato dal territorio controllato da Kiev, tuttavia gli investigatori hanno ignorato le informazioni. Allo stesso tempo, il primo giorno dell'udienza in tribunale, l'accusa ha ammesso di aver ricevuto e analizzare i dati della Procura russa.
L'indagine è stata condotta da un pool investigativo congiunto, coordinato dall'Ufficio del procuratore generale dei Paesi Bassi senza la partecipazione della Russia. L'inchiesta sostiene che il Boeing è stato abbattuto dal sistema missilistico antiaereo Buk, che apparteneva alla 53^ brigata missilistica antiaerea delle forze armate russe di Kursk, operativa in una zona controllata dalle forze autonomiste del Donbass.
L'accusa si basa sulle deposizioni di testimoni esclusivamente anonimi. La difesa dell'imputato russo del processo, Oleg Pulatov, ha sostenuto che questa circostanza rende difficile valutare l'affidabilità delle testimonianze, tuttavia la Procura olandese insiste sul fatto che l'anonimato è necessario per motivi di sicurezza.
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