Quirinale, nuova fumata nera: voti per Mattarella e Crosetto. Letta: "Con Casellati salta tutto"

© REUTERS / Yara NardiРезиденция президента Итальянской республики в Риме
Резиденция президента Итальянской республики в Риме - Sputnik Italia, 1920, 26.01.2022
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Il terzo scrutinio si chiude con 412 schede bianche, 125 voti per Mattarella e 114 per il candidato indicato da Giorgia Meloni, Guido Crosetto. L'avvertimento di Letta al centrodestra sulla candidatura della Casellati: "Il modo più diretto per far saltare tutto". Domani il quorum si abbassa a 505.
È ancora caratterizzata dallo stallo la situazione nella terza giornata di votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica. Lo spoglio è iniziato attorno alle 15. Tantissime le schede bianche (412), come da indicazione dei principali partiti, ma iniziano a crescere anche quelle riempite, segno che la situazione potrebbe essere vicina a sbloccarsi, soprattutto in vista dell'abbassamento del quorum a 505 a partire dalla quarta votazione prevista per domani alle 11.
Per questo forse proprio domani il centrodestra potrebbe tentare di forzare la mano eleggendo uno dei candidati vicini alla propria area politica con un piccolo margine di voti rispetto alla maggioranza richiesta.

Per ora tra le preferenze espresse dai grandi elettori spiccano quella per il presidente uscente Sergio Mattarella (125) e per Guido Crosetto, il candidato indicato da Fratelli d’Italia per rompere lo stallo. Crosetto in particolare ha collezionato 114 voti, molti di più del numero effettivo dei grandi elettori del partito di Giorgia Meloni, che sono 63. Un segnale, quindi, negli equilibri interni al centrodestra.

Tra i nomi che sono emersi dalle schede c’è anche quello del giurista Paolo Maddalena, del leghista Giancarlo Giorgetti (19) e di Pierferdinando Casini (52), uno dei favoriti per la corsa al Colle che oggi raccoglie oltre 50 voti. Poi ancora Marta Cartabia, votata da Azione e +Europa, Bersani, Draghi, Castelli, Pappalardo, Mastella, Bartoletti, Michetti, Formica.
Tre i nomi proposti ieri dal centrodestra, Marcello Pera, Carlo Nordio e Letizia Moratti, con altre due candidature sullo sfondo, quella del coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, e della presidente del Senato, Elisabetta Casellati.

Continuano le trattative tra i partiti

La triade è stata di fatto bocciata dal centrosinistra che ha proposto nelle prossime ore un “conclave”. Un incontro tra due delegazioni ristrette per tentare una mediazione per trovare un candidato che vada bene a tutti i partiti ed evitare che il centrodestra sia tentato di andare alla prova dell’Aula.
L’elezione di un candidato che non possa contare su un’ampia maggioranza di voti rischia, infatti, avvertono dalla sinistra, sulla tenuta della maggioranza e del governo.
Lo dice chiaro e tondo il segretario Dem, Enrico Letta su Twitter pochi minuti dopo la chiusura delle votazioni: "Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo sarebbe un’operazione mai vista nella storia del Quirinale". "Assurda e incomprensibile. - definisce l'opzione Casellati - Rappresenterebbe, in sintesi, il modo più diretto per far saltare tutto".
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"Ritengo che il centrodestra in questa partita si debba misurare, il centrodestra è attrattivo", è stato il commento di Giorgia Meloni al numero di voti raccolti da Guido Crosetto. Una frase che potrebbe essere letta in previsione del tentativo di andare già domani alla prova dei numeri in Aula se non si trovasse una quadra nella giornata di oggi.
I voti raccolti dall'imprenditore ed ex parlamentare piemontese dimostrano, ha sottolineato infatti la Meloni citata dall'Ansa, "la capacità del centrodestra, se volesse, di prendere voti anche fuori dal centrodestra".
Andare al voto, però, è la linea che trapela dal centrosinistra, significa imbarcarsi in uno scontro che potrebbe portare alla fine della legislatura. “Se passa un presidente o una presidente con 505 voti raccolti fra cambiacasacca e gruppo misto, se questo è il quadro, se si rompe la maggioranza, un minuto dopo, per quanto ci riguarda, è finita la legislatura, è una constatazione", aveva avvertito, prima del tweet del leader Dem, il deputato del Pd Francesco Boccia. La sinistra, ha ammesso, “non ha i numeri” per imporre un proprio candidato e sta cercando di “provare a costruire una soluzione che metta in sicurezza le istituzioni e il Paese”.
La soluzione, per il deputato del Partito Democratico, sarebbe quella di convergere su Draghi. Ma gli alleati del M5S non sono d’accordo. Giuseppe Conte Oggi ha ribadito la propria volontà di mantenere il premier al suo posto.
L’ex premier chiude anche sull’ipotesi di una candidatura della Casellati. “Sarebbe un errore e uno sgarbo per la presidente del Senato”, ha detto. O almeno questa è la linea ufficiale, visto che qualche parlamentare grillino, secondo quanto si apprende dai retroscena pubblicati in queste ore non avrebbero problemi a votarla.
Intanto, sempre sull’ipotesi di convergere sulla presidente del Senato, Matteo Renzi smentisce le indiscrezioni di una trattativa in corso per assegnare la presidenza di Palazzo Madama al suo partito in cambio dei voti dei grandi elettori di Italia Viva.
"Io 'ste cose non le faccio, è una ipotesi che non esiste. Magari mi sfracello nel muro, o faccio sfracellare qualcun altro (sono successe tutte e due le cose) ma non faccio operazioni per me", ha messo in chiaro Renzi, come riferisce la stessa agenzia di stampa.
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