Quirinale, il retroscena sulla candidatura di Draghi: "Divisivo, non arriva a 500 voti"

© REUTERS / Remo CasilliПремьер-министр Италии Марио Драги
Премьер-министр Италии Марио Драги - Sputnik Italia, 1920, 26.01.2022
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Secondo le ricostruzioni di alcuni media, la candidatura dell'attuale premier al Colle starebbe perdendo in interesse. Il centrodestra punta sulla Casellati. Non è esclusa la prova dell'Aula, per tentare di eleggere la presidente del Senato, se non si trova un accordo con Pd e M5S.
Non ha “sensibilità politica”, è troppo “divisivo”. Nei corridoi di Montecitorio sono questi i giudizi che circolano sul premier Mario Draghi. Le “consultazioni” intavolate dal capo di Palazzo Chigi per assicurarsi il trasloco al Quirinale non hanno prodotto l’effetto sperato. Anzi. Se lunedì mattina il nome dell’attuale premier era tra i più quotati per salire al Colle, alla vigilia della terza votazione sono rimasti in pochissimi a credere che riesca nell’impresa.
Uno di questi è il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che, come rivela un retroscena pubblicato sul Giornale, già accarezza l’idea di diventare il prossimo premier, quando, alla fine del valzer delle trattative, Draghi sarà eletto presidente della Repubblica.
Ma tra i grandi elettori non c’è più molto entusiasmo sul nome dell’ex presidente della Bce. Persino autorevoli esponenti del Pd, il partito che vuole “preservare” Draghi a tutti i costi, mormorano che sia “andato oltre”.
L’incontro con Salvini “lo ha gestito male”, confida ai cronisti l’ex ministro Paola De Micheli. “Gli ha detto che non parla del governo che dovrebbe sostituire il suo e che deciderà il nome del suo successore a Palazzo Chigi quando sarà presidente. Ma come si fa?”, osserva.
Il Movimento 5 Stelle si divide sulla candidatura del premier, ma la linea di Giuseppe Conte, come mostrano le dichiarazioni delle ultime ore, è piuttosto netta. Vuole che il premier resti a Palazzo Chigi. Tra i deputati e senatori grillini, inoltre, sono in molti a non digerire la figura dell’ex banchiere.

“Se si presenta lo stesso Draghi rischia di non arrivare neppure a 500 voti”, è la previsione che Gianluca Castaldi, ex sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, affida ai cronisti del Giornale.

Anche tra le fila di Italia Viva il nome del premier starebbe perdendo di interesse. Al Quirinale “ci vuole un politico”, sostengono i renziani. E per più d’uno a Draghi la stoffa del politico mancherebbe.
Palazzo Montecitorio. - Sputnik Italia, 1920, 25.01.2022
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Difficile far convergere sul suo nome anche Lega e Fratelli d’Italia, che pure aveva accarezzato l’ipotesi, in previsione di andare al voto prima della scadenza naturale della legislatura. Anche Forza Italia, con Berlusconi, chiude alla candidatura dell’attuale premier per il Colle.
Il nome dell’ex presidente della Bce, quindi, sembra per ora essere stato accantonato per discutere su figure politiche che devono avere la caratteristica dell’imparzialità.
Il centrodestra, che ieri ha presentato la triade Pera, Moratti, Nordio, in realtà starebbe puntando sulla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Una donna, la seconda carica dello Stato, che potrebbe convincere anche gli avversari politici.
Dal Movimento 5 Stelle, ad esempio, qualcuno sostiene di non avere alcun problema a votarla. E proprio sul nome della Casellati si starebbe ragionando in queste ore.
Se dal centrosinistra dovessero permanere veti, non è escluso, rivela il quotidiano milanese, che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia possano tentare il colpo di mano e andare alla prova dell’Aula. Se la presidente del Senato non dovesse essere eletta, tra le riserve c’è Pierferdinando Casini, che ieri, con un post pubblicato su Instagram dopo mesi di silenzio stampa, sembrerebbe essere entrato definitivamente in partita.
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