Immigrazione clandestina, smantellata organizzazione operante a La Spezia

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Autovettura guardia di finanza - Sputnik Italia, 1920, 26.01.2022
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Imprenditori italiani al servizio dell’immigrazione clandestina. A La Spezia, la Guardia di Finanza ha arrestato 5 persone, di cui due imprenditori italiani e tre stranieri, per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato.
I 5 organizzavano finti contratti di assunzione, per consentire in modo legale di far restare in Italia persone extracomunitarie giunte da altri continenti.
Contro i due imprenditori spezzini, impegnati con la propria impresa a Sesta Godano nella cantieristica navale, sono stati accertati anche reati tributari e contro la fede pubblica.
Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla procura di La Spezia, hanno messo in luce una organizzazione criminale ben organizzata, dove ciascuno dei membri aveva il suo ruolo definito.
I tre stranieri si occupavano di intercettare le esigenze ed aspirazioni di persone extracomunitarie, che necessitavano di un permesso di soggiorno o del rinnovo per restare sul suolo nazionale.
A questi ultimi venivano proposti contratti di lavoro fittizi, previo corresponsione di una somma di denaro da versare in contanti o su carta Postepay.
L’impresa di Sesta Godano emetteva per loro anche buste paga fittizie e certificazioni uniche del reddito per introiti mai percepiti.
Al clandestino veniva così fornita tutta l’assistenza di cui aveva bisogno lungo l’intero iter amministrativo volto all’ottenimento del permesso di soggiorno o il rinnovo dello stesso.
Le indagini hanno permesso di scoprire che ben 250 persone extracomunitarie hanno così ottenuto il permesso di soggiorno o il rinnovo.
143 di queste persone extracomunitarie hanno anche presentato domanda per ricevere il reddito d'emergenza o il reddito di cittadinanza, presentando la falsa documentazione ottenuta dal sodalizio criminale.
Il danno alle casse dell’Inps ammonta a 600mila euro. L’ente previdenziale è stato informato tempestivamente del fatto, per fermare la corresponsione di ulteriori somme di denaro indebitamente percepite.
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