Black out dinner, la protesta dei ristoratori contro i rincari parte da Catania

© Foto : Facebook / Andrea GrazianoAndrea Graziano
Andrea Graziano - Sputnik Italia, 1920, 26.01.2022
Seguici suTelegram
Giovedì sera, oltre 500 locali in tutta Italia spegneranno la luce per un’ora contro il caro bollette e gli aumenti di tutte le utenze, per chiedere una maggiore tutela delle aziende che rappresentano il patrimonio enogastronomico nazionale.
Una cena a lume di candela contro il caro-bollette: è questa la protesta, “elegante e non gridata”, per segnalare l’insostenibilità dei rincari di elettricità ed utenze lanciata da Andrea Graziano, il titolare di Fud Bottega Sicula, una piccola catena di panini gourmet presente a Catania, Palermo e Milano.
L’idea di spegnere le luci dei locali per un’ora è stata condivisa prima da altri ristoratori catanesi e poi ha conquistato il web. Con l’hashtag #blackoutdinner, l’iniziativa ha raccolto in brevissimo tempo centinaia di adesioni non solo dalla Sicilia, ma da tutta Italia. Per approfondire, Sputnik Italia ha intervistato Andrea Graziano.
— Com’è nata l’idea di lanciare questa iniziativa?
— L’idea è nata dal fatto che mi sono arrivate delle bollette esorbitanti negli ultimi mesi, con un rincaro più di oltre 100%. Non sono il solo, questo è un problema ormai diffuso, soprattutto nella ristorazione, dove ci sono numeri importanti di consumi elettrici. Tutti i miei colleghi hanno iniziato a pubblicare su Instagram e Facebook le foto con gli importi delle bollette che avevano ricevuto. Quindi abbiamo pensato di organizzare una protesta elegante, non gridata, per dare un segnale che è partito da Catania, per essere una piccola dimostrazione di una decina di locali, e poi si è esteso alle altre province della Sicilia, fino alle altre regioni.
— Qual è stata l’adesione?
— Le adesioni si sono allargate a macchia d’olio, grazie ad una buona risonanza sui social e sulla stampa, e alla fine l’iniziativa ha assunto una dimensione nazionale, perché si è interessata anche l’Associazione Nazionale degli Ambasciatori del Gusto, di cui faccio parte, e la Fipe Confcommercio. In meno di 24 ore, abbiamo avuto intorno a 500 adesioni di locali da Milano, Roma, Firenze, Grosseto, un po’ da tutta Italia.
Addirittura, hanno aderito alcuni privati, che naturalmente avvertono il problema e spegneranno la luce nelle proprie case, quindi la cosa pare che si stia evolvendo.
— I ristori e gli interventi per sterilizzare l’effetto dei rincari in bolletta sono insufficienti?

— Gli interventi partiranno da gennaio, quindi chi, come me, ha subito questi aumenti, già da luglio non riceverà nulla per quanto concerne questi mesi. In più, si tratta di provvedimenti a termine, ma noi dobbiamo tirare tutto l’anno con gli oneri di sistema, il trasporto della luce elettrica, che sono aumentati in modo significativo, diventando costi insostenibili.

— Ad esempio, vogliamo fare un confronto tra la bolletta di gennaio dell’anno scorso e l’ultima che è arrivata?
— Negli ultimi sei mesi, quindi da luglio a dicembre, mi sono arrivati 32mila euro di elettricità, mentre l’anno scorso, nello stesso periodo, avevo speso poco più di 13mila, quindi molto più del doppio.
— Secondo la categoria che rappresenti, con quali misure deve intervenire il governo?
— Io mi auguro degli interventi per calmierare sia la tassazione sulle utenze, ma anche le tariffe, che in questo momento seguono il mercato e sono arrivate a triplicare.
Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma - Sputnik Italia, 1920, 16.01.2022
La crisi del turismo colpisce gravemente Roma: si rischia un'ondata di licenziamenti
— Cosa chiedete con questa iniziativa?
— Chiediamo che ci sia la possibilità per la categoria di usufruire di ristori veri, non solo sugli oneri di sistema, per poter gestire in modo concreto l’aumento spropositato di tutte le utenze, in maniera che il costo non ricada sull’utente finale.
— Come si svolgerà l’iniziativa?

—Giovedì alle 20 spegneremo le luci interne ed esterne di tutti i locali e lavoreremo per un’ora con le candele. Abbiamo lanciato l’hashtag #blackoutdinner, che sta spopolando, perché tutti pubblicano una loro foto con il cartello o dell’evento. Poi ripeto, a parte la Fipe Confcommercio, ci saranno i 300 ambasciatori italiani del gusto con i loro relativi ristoranti stellati, che hanno aderito, quindi attendiamo una grande partecipazione a questo evento.

— Se questi provvedimenti non dovessero arrivare, quale sarà il futuro del settore?
— Il settore è stato già martoriato dalla situazione pandemica e non solo, perché qui a Catania abbiamo subito un’alluvione che ha provocato ingenti danni, un’allerta uragano, due lievi terremoti e la calamità della terra dell’Etna. Possiamo dire che non ci siamo fatti mancare nulla ed il Covid ha acuito una situazione di crisi, soprattutto per quelle aziende in sofferenza già da prima, come le imprese familiari, che rischiano di sparire.
La gastronomia italiana è un patrimonio della nostra nazione e nel piccolo delle varie regioni. Se le misure non dovessero essere efficaci, il rischio è quello di intaccare questo patrimonio compromettendo il settore turistico.
L'opinione dell'autore potrebbe non riflettere posizione della redazione
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала