Vallo di Adriano, anniversario dell'inizio di costruzione della frontiera settentrionale dell'impero

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Lo straordinario Vallo di Adriano è una lunghissima fortificazione Romana che corre per 117 km dalla foce del fiume Tyne (sul Mare del Nord) fino al Solway Firth (Estuario di Solway, sul Mare d'Irlanda). Il Vallo attraversa 3 contee: Tyne and Wear, Northumberland e Cumbria (Regno Unito).
© REUTERS / Lee Smith

Il Vallo venne costruito dopo la visita dell'imperatore romano Adriano, che stava sperimentava difficoltà militari non solo in Britannia, ma anche in vari territori occupati in tutto l'impero, tra cui Egitto, Giudea, Africa proconsolare, Mauretania e molte altre province conquistate dal predecessore Traiano, ed fu desideroso di imporre l'ordine.

Il Vallo venne costruito dopo la visita dell'imperatore romano Adriano, che stava sperimentava difficoltà militari non solo in Britannia, ma anche in vari territori occupati in tutto l'impero, tra cui Egitto, Giudea, Africa proconsolare, Mauretania e molte altre province conquistate dal predecessore Traiano, ed fu desideroso di imporre l'ordine. - Sputnik Italia
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Il Vallo venne costruito dopo la visita dell'imperatore romano Adriano, che stava sperimentava difficoltà militari non solo in Britannia, ma anche in vari territori occupati in tutto l'impero, tra cui Egitto, Giudea, Africa proconsolare, Mauretania e molte altre province conquistate dal predecessore Traiano, ed fu desideroso di imporre l'ordine.

© AFP 2022 / Oli Scarff

Dalla Britannia arrivarono terribili notizie, il dominio sull’isola sembrava a rischio e moltissimi romani furono uccisi in combattimento. L’imperatore capì che il potere di Roma ebbe dei limiti, realtà sino ad allora inconcepibile per un romano.

Dalla Britannia arrivarono terribili notizie, il dominio sull’isola sembrava a rischio e moltissimi romani furono uccisi in combattimento. L’imperatore capì che il potere di Roma ebbe dei limiti, realtà sino ad allora inconcepibile per un romano. - Sputnik Italia
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Dalla Britannia arrivarono terribili notizie, il dominio sull’isola sembrava a rischio e moltissimi romani furono uccisi in combattimento. L’imperatore capì che il potere di Roma ebbe dei limiti, realtà sino ad allora inconcepibile per un romano.

© REUTERS / Lee Smith

L’imperatore marciò verso nord, fino all’attuale Newcastle, e lì ordinò la costruzione di una nuova e imponente opera: un muro che attraversasse l’isola da mare a mare. Ciò segnò il confine tra la provincia romana della Britannia e la Caledonia (un territorio quasi corrispondente all’attuale Scozia), abitata dalla bellicosa tribù dei pitti.

L’imperatore marciò verso nord, fino all’attuale Newcastle, e lì ordinò la costruzione di una nuova e imponente opera: un muro che attraversasse l’isola da mare a mare. Ciò segnò il confine tra la provincia romana della Britannia e la Caledonia (un territorio quasi corrispondente all’attuale Scozia), abitata dalla bellicosa tribù dei pitti. - Sputnik Italia
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L’imperatore marciò verso nord, fino all’attuale Newcastle, e lì ordinò la costruzione di una nuova e imponente opera: un muro che attraversasse l’isola da mare a mare. Ciò segnò il confine tra la provincia romana della Britannia e la Caledonia (un territorio quasi corrispondente all’attuale Scozia), abitata dalla bellicosa tribù dei pitti.

© REUTERS / Lee Smith

La costruzione ebbe inizio tra il 122 e il 128 d.C. ad opera dell'allora governatore di Britannia, Aulo Platorio Nepote, e venne completata nel giro di dieci anni dai soldati di tutte e tre le legioni occupanti.

La costruzione ebbe inizio tra il 122 e il 128 d.C. ad opera dell'allora governatore di Britannia, Aulo Platorio Nepote, e venne completata nel giro di dieci anni dai soldati di tutte e tre le legioni occupanti. - Sputnik Italia
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La costruzione ebbe inizio tra il 122 e il 128 d.C. ad opera dell'allora governatore di Britannia, Aulo Platorio Nepote, e venne completata nel giro di dieci anni dai soldati di tutte e tre le legioni occupanti.

© REUTERS / Lee Smith

Sulla linea fra il fiume Tyne e il golfo di Solway, limes effettivo del dominio romano, erano già state costruite alcune infrastrutture di confine. La più importante fra queste era la via militare, che la andava da est a ovest, la Stonegate, la “strada di pietra”.

Sulla linea fra il fiume Tyne e il golfo di Solway, limes effettivo del dominio romano, erano già state costruite alcune infrastrutture di confine. La più importante fra queste era la via militare, che la andava da est a ovest, la Stonegate, la “strada di pietra”. - Sputnik Italia
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Sulla linea fra il fiume Tyne e il golfo di Solway, limes effettivo del dominio romano, erano già state costruite alcune infrastrutture di confine. La più importante fra queste era la via militare, che la andava da est a ovest, la Stonegate, la “strada di pietra”.

© REUTERS / Lee Smith

Lungo questa via furono costruiti alcuni forti e torri di guardia. Questo sistema non era nuovo: in Oriente, per sorvegliare il deserto, fu presa a modello la Via Traiana.

Lungo questa via furono costruiti alcuni forti e torri di guardia. Questo sistema non era nuovo: in Oriente, per sorvegliare il deserto, fu presa a modello la Via Traiana. - Sputnik Italia
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Lungo questa via furono costruiti alcuni forti e torri di guardia. Questo sistema non era nuovo: in Oriente, per sorvegliare il deserto, fu presa a modello la Via Traiana.

© AFP 2022 / Oli Scaff

Il senso politico e militare di quell’opera continua a essere oggetto di dibattito. Né la sua altezza né l’ampiezza del camminatoio di ronda sono sufficienti per offrire una resistenza efficace. Inoltre, la sua lunghezza avrebbe impedito una distribuzione efficace delle forze romane.

Il senso politico e militare di quell’opera continua a essere oggetto di dibattito. Né la sua altezza né l’ampiezza del camminatoio di ronda sono sufficienti per offrire una resistenza efficace. Inoltre, la sua lunghezza avrebbe impedito una distribuzione efficace delle forze romane. - Sputnik Italia
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Il senso politico e militare di quell’opera continua a essere oggetto di dibattito. Né la sua altezza né l’ampiezza del camminatoio di ronda sono sufficienti per offrire una resistenza efficace. Inoltre, la sua lunghezza avrebbe impedito una distribuzione efficace delle forze romane.

© AFP 2022 / Oli Scaff

Non bisogna poi dimenticare che il muro fu disseminato di porte, collocate a ogni miglio (circa 1500 metri); la struttura presentava quindi numerosi punti deboli.

Non bisogna poi dimenticare che il muro fu disseminato di porte, collocate a ogni miglio (circa 1500 metri); la struttura presentava quindi numerosi punti deboli. - Sputnik Italia
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Non bisogna poi dimenticare che il muro fu disseminato di porte, collocate a ogni miglio (circa 1500 metri); la struttura presentava quindi numerosi punti deboli.

© AFP 2022 / Oli Scaff

Una sola fonte antica parla esplicitamente del vallo. La biografia di Adriano nella Historia Augusta informa del proposito dell’imperatore: "Fu il primo a erigere un muro, di ottantamila passi, per separare i barbari dai romani". Questo passaggio rivela la chiave per comprenderlo: il valore del muro fu nella sua capacità di regolare i limiti della vita civilizzata, di canalizzare gli scambi fra il territorio romano e quello barbaro.

Una sola fonte antica parla esplicitamente del vallo. La biografia di Adriano nella Historia Augusta informa del proposito dell’imperatore: "Fu il primo a erigere un muro, di ottantamila passi, per separare i barbari dai romani". Questo passaggio rivela la chiave per comprenderlo: il valore del muro fu nella sua capacità di regolare i limiti della vita civilizzata, di canalizzare gli scambi fra il territorio romano e quello barbaro. - Sputnik Italia
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Una sola fonte antica parla esplicitamente del vallo. La biografia di Adriano nella Historia Augusta informa del proposito dell’imperatore: "Fu il primo a erigere un muro, di ottantamila passi, per separare i barbari dai romani". Questo passaggio rivela la chiave per comprenderlo: il valore del muro fu nella sua capacità di regolare i limiti della vita civilizzata, di canalizzare gli scambi fra il territorio romano e quello barbaro.

© REUTERS / Lee Smith

Col declino dell'impero, il muro venne abbandonato e cadde in disuso. Gran parte delle pietre vennero riutilizzate per la costruzioni di edifici del posto. Il Vallo è un sito del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO dal 1987 ed è in buona parte ben conservato, soprattutto nella sua parte centrale.

Col declino dell'impero, il muro venne abbandonato e cadde in disuso. Gran parte delle pietre vennero riutilizzate per la costruzioni di edifici del posto. Il Vallo è un sito del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO dal 1987 ed è in buona parte ben conservato, soprattutto nella sua parte centrale. - Sputnik Italia
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Col declino dell'impero, il muro venne abbandonato e cadde in disuso. Gran parte delle pietre vennero riutilizzate per la costruzioni di edifici del posto. Il Vallo è un sito del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO dal 1987 ed è in buona parte ben conservato, soprattutto nella sua parte centrale.

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