Seconda fumata nera alla Camera. Letta apre al confronto con il centrodestra: "Nomi di qualità"

Palazzo Montecitorio. - Sputnik Italia, 1920, 25.01.2022
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Ancora maggioranza di schede bianche nella seconda giornata di votazioni. Il centrodestra propone Pera, Moratti e Nordio. Letta apre al confronto: "Nomi di qualità, valuteremo senza pregiudizi".
Si è chiusa attorno alle 18.30 la seconda giornata di votazioni nell’aula di Montecitorio. Le schede bianche sono ancora la maggioranza e le trattative sono destinate ad andare avanti, forse per tutta la notte, in vista del terzo voto, quello di domattina alle 11.
All’inizio dello spoglio, infatti, è ancora in corso il vertice del centrosinistra con i leader di Pd, M5S e Leu. Qualche ora prima, nel pomeriggio, il centrodestra unito in conferenza stampa ha presentato la sua rosa di candidati. Li annuncia Matteo Salvini, rivendicando il diritto della coalizione più rappresentata in Parlamento e nel Paese di indicare una personalità proveniente dal proprio mondo.
Sono Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio, quelle individuate da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ma Salvini chiama in causa anche il coordinatore azzurro Antonio Tajani e la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Due figure che secondo il leader della Lega avrebbero il curriculum adatto a ricoprire il ruolo ma il cui nome non è stato fatto per rispetto della carica istituzionale in un caso e per non presentare una candidatura di bandiera, con riferimento al numero due di Forza Italia.
“Negli ultimi trent’anni – ha detto Salvini davanti ai giornalisti - la sinistra è stata protagonista della scelta, penso che ora sia diritto dell'area liberale moderata che è maggioranza del paese di avanzare delle proposte". Giorgia Meloni gli fa eco e definisce "irrispettoso l'atteggiamento di chi dice ‘qualsiasi proposta farete non verrà presa in considerazione’".
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Il riferimento è alle frasi pronunciate in questi giorni dal leader del Pd, Enrico Letta, che però oggi spiazza tutti e apre al centrodestra.
I nomi, dice ai giornalisti nel Transatlantico, come riporta l’Ansa, sono “nomi di qualità e li valuteremo senza spirito pregiudiziale". E poi aggiunge: “Ci muoveremo di comune accordo con gli alleati”.
Nessuno, però, pronuncia ancora il nome dei candidati più quotati, che al momento sembrano essere quello di Pierferdinando Casini e Mario Draghi. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, in serata, accenna però al futuro di Palazzo Chigi: "Abbiamo affidato al timoniere una nave che è ancora in difficoltà ma non ci sono le condizioni per cambiare e il timoniere non può lasciare".
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L’ex premier, quindi, chiude all’ipotesi di un trasferimento al Colle dell’ex leader della Bce. Come del resto ha fatto Matteo Salvini, specificando in concomitanza con la chiusura della seconda votazione che "il Quirinale e Palazzo Chigi hanno due destini diversi". E stamattina la Lega, in una nota, aveva chiarito come non ci siano in corso trattative “tra il Senatore Matteo Salvini e il Presidente del Consiglio Mario Draghi a proposito di un presunto rimpasto”.
"Alla terza votazione per il Presidente della Repubblica non si fanno le rose, si votano i nomi: facciamo politica, non sondaggi d'opinione. Si perde tempo con una votazione al giorno (torniamo almeno a fare due votazioni al giorno). E manca la regia politica", è il commento di Matteo Renzi, affidato alla enews di oggi.
Manca una “regia politica”, accusa il leader di Italia Viva, che chiede di “fare presto” davanti alle urgenze del Paese e parla di “spettacolo deprimente”. “Noi, nel nostro piccolo, siamo pronti a dare una mano per il bene del Paese. – scrive ancora Renzi - Ma bisogna correre, non rinviare. Basta wrestling, torniamo alla politica".
Stamattina a Radio Leopolda, Renzi aveva detto che Salvini avrebbe nella manica “l’asso per chiudere la partita”. “Ha quattro opzioni: - ha spiegato - insistere su un nome di centrodestra anche contro un pezzo del parlamento, sperando che passi. Cercare un grande accordo con tutti su un nome fuori dal giro; terza ipotesi accordo con Conte; infine un sistema di usato sicuro”.
Intanto, Matteo Salvini, in vista della terza votazione, che si aprirà domattina alle 11, ha fatto sapere di avere il telefono sempre acceso e di avere in programma altri incontri con Letta e Conte.
E già domani potrebbe arrivare un accordo. "La nostra proposta è di terminarla coi tatticismi, chiudersi in una stanza e trovare una intesa", ha fatto sapere Letta in serata.
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