Neil Young accusa Spotify di diffondere disinformazione COVID e chiede la rimozione della sua musica

CC BY 2.0 / Ross / Neil Young
Neil Young - Sputnik Italia, 1920, 25.01.2022
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Il 76enne cantautore e vincitore di un Grammy Award Neil Young, ha chiesto la rimozione della sua musica da Spotify, in risposta alla "disinformazione sui vaccini" COVID-19 che la piattaforma, egli sostiene, starebbe diffondendo.
Nel dicembre 2021, i media statunitensi si erano affrettati a far circolare una lettera aperta firmata da 270 cosiddetti "medici", molti dei quali non erano tuttavia fornitori medici diretti, che esortavano Spotify ad attuare una miglior politica di controllo nei confronti del suo podcast più popolare, The Joe Rogan Experience, accusato di essere una fonte di “disinformazione sulla pandemia Covid-19".
In una lettera aperta, da allora cancellata sul suo sito web, indirizzata al suo manager Frank Gironda e a Tom Corson, co-presidente e direttore operativo della Warner Bros Records, Young aveva scritto, secondo diverse testate giornalistiche:
“Lo sto facendo perché Spotify sta diffondendo informazioni false sui vaccini, causando potenzialmente la morte di coloro che credono alla loro disinformazione. Per favore, agite su questo immediatamente oggi e tenetemi informato sugli sviluppi. Voglio che facciate sapere immediatamente a Spotify OGGI che voglio tutta la mia musica fuori dalla loro piattaforma. Possono avere (Joe) Rogan o Young. Non entrambi."
Il cantante, musicista e cantautore canadese-americano faceva riferimento alla "disinformazione" sul vaccino COVID-19 promossa da Joe Rogan, ospite del podcast più popolare della piattaforma di streaming, The Joe Rogan Experience (JRE).
Non c'è ancora stata alcuna dichiarazione ufficiale da Spotify in merito al fatto se avessero pianificato di rimuovere la musica di Young.
L'ospite di JRE, il gigante del podcasting Joe Rogan, lui stesso risultato positivo al COVID-19 nel settembre 2021, è stato un obiettivo dei media liberali nel corso della pandemia di coronavirus. Le sue dichiarazioni, sprezzanti nei confronti della vaccinazione per i giovani sani, hanno suscitato reazioni negative anche dall'amministrazione Joe Biden.
Durante la pandemia di COVID-19, Joe Rogan ha diffuso ripetutamente affermazioni fuorvianti e false sul suo podcast, provocando sfiducia nella scienza e nella medicina. Ha scoraggiato la vaccinazione nei giovani e nei bambini, ha affermato erroneamente che i vaccini mRNA sono "terapia genica", affermava la lettera aperta dei 270 firmatari, solo una minoranza dei quali effettivamente medici professionisti.
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