Finlandia: ex ministro cita la Bibbia, ora rischia due anni per "istigazione" contro i gay

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Pala d'Altare di Elisabeth Ohlson Wallin  - Sputnik Italia, 1920, 25.01.2022
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A seguito di una lunga indagine durata quasi due anni, presso il tribunale distrettuale di Helsinki è iniziato il processo contro l'ex ministro dell'Interno Päivi Räsänen per tre accuse di istigazione contro gruppo minoritario, in questo caso omosessuali, dovute ad altrettante citazioni di versetti della Bibbia.
Päivi Räsänen, medico qualificato e devota cristiana, divenne parlamentare nel 1995. Ha guidato i Democratici cristiani finlandesi dal 2004 al 2015 ed è stata ministro degli interni dal 2011 al 2015. La Räsänen è fermamente pro-vita, con cinque figli. Nel 2013, aveva fatto notizia per aver contrapposto la legge sull'aborto alla legge sulla protezione degli animali, affermando che quest'ultima facesse un lavoro migliore nella protezione degli animali rispetto alla prima con gli esseri umani.
La Räsänen è finita sotto accusa per aver citato l’Epistola ai Romani, contenuta nel Nuovo Testamento della Bibbia, in occasione di una critica da lei sferrata alla Chiesa luterana finlandese, che si era schierata per la partecipazione al gay Pride. Altre due accuse riguardano citazioni di un opuscolo sulla Bibbia e la sessualità, intitolato Come uomo e donna li creò del 2004, così come le sue dichiarazioni in un talk show radiofonico, in cui ha parlato del tema Cosa penserebbe Gesù degli omosessuali?.
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In particolare, i versetti Romani 1:24-27 sono stati ampiamente criticati, dato che in essi l’omosessualità è descritta come ignominiosa, contro natura e ‘passione infame’.
Annunciando le accuse formali contro l'ex leader della Democrazia Cristiana, il procuratore generale finlandese ha affermato che le sue dichiarazioni erano "dispregiative e discriminatorie nei confronti degli omosessuali" e superavano "i confini della libertà di parola e di religione".
Tuttavia, durante un'intervista alla polizia prima del processo, la Räsänen ha sostenuto di aver semplicemente voluto suscitare un dibattito con la sua opinione e non offendere i gay, sostenendo che si trattava di libertà di parola e religione.
“La mia preoccupazione principale era che l'indagine potesse portare i cristiani a evitare di citare la Bibbia e presentare gli insegnamenti della Bibbia, inclusa la pratica dell'omosessualità, su cui ci sono chiari insegnamenti nella Bibbia. E anche che i cristiani inizierebbero a praticare l'autocensura”, ha detto la Räsänen, citata dall'emittente nazionale Yle.
La Räsänen ha insistito sul fatto di sostenere la dignità e i diritti umani degli omosessuali, ma ha aggiunto che le sue preoccupazioni e critiche erano rivolte specificamente alla Chiesa e alla sua leadership, che sentiva di aver dimenticato i "chiari insegnamenti" della Bibbia. Secondo la Räsänen, i procedimenti della Chiesa luterana finlandese, che negli ultimi tempi è diventata un'avida sostenitrice del Pride, sono in contrasto con la Bibbia, poiché il movimento Pride "celebra cose che nella Bibbia sono dichiarate vergognose e peccaminose".
Una condanna potrebbe potenzialmente portare a una multa o, nel peggiore dei casi, fino a due anni di reclusione, nonché al divieto di diffusione di altri contenuti ritenuti istigatori di odio.
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