Nuovo studio: il nostro cervello è alla costante ricerca di un pericolo quando dormiamo

© Sputnik . Natalia Seliverstova / Vai alla galleria fotograficaSonno
Sonno - Sputnik Italia, 1920, 24.01.2022
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E’ ben noto che quando dormiamo il nostro cervello rimane tutt’altro che inattivo dal momento che fra i suoi compiti deve mantenere in funzione i nostri organi e regolare la respirazione. Ma un recente studio ha scoperto che all'elenco dei suoi "doveri notturni" si aggiunge un nuovo compito.
Se una voce sconosciuta ci parla durante il sonno questa può "far scattare un allarme", poiché il nostro cervello rimane attento a qualsiasi possibile minaccia proveniente da una sorgente a lui sconosciuta, è questo quanto emerge da una recente ricerca.
Per studiare come il nostro cervello controlli l'ambiente circostante il dottor Manuel Schabus e i suoi colleghi dell'Università di Salisburgo in Austria hanno monitorato all’interno di un laboratorio il sonno di diciassette persone per due notti.
Mentre durante la prima notte i partecipanti all’esperimento si sono abituati all'ambiente circostante del laboratorio del sonno, la seconda notte il team scientifico ha riprodotto in loop una registrazione audio del linguaggio umano. Queste voci erano in parte familiari ai partecipanti ed in parte sconosciute.
Le voci registrate pronunciavano tre nomi, i primi due comuni ma sconosciuti e il terzo appartenente ad un dormiente.
Quando i dormienti hanno ascoltato voci sconosciute gli scienziati hanno registrato un aumento dei complessi K, un tipo particolare di onda cerebrale lenta e isolata. I complessi K, secondo Schabus, mostrano "una risposta immediata ad un disturbo".
"Questo studio mostra che le voci sconosciute disturbano le persone che dormono più di quelle familiari", ha dichiarato Julie Darbyshire dell'Università di Oxford, citata dal New Scientist. "Vediamo questi effetti ad esempio quando i pazienti ospedalieri trovano difficoltà ad addormentarsi".
Secondo Schabus, dal punto di vista evolutivo, ha senso che voci sconosciute attivino un'attività cerebrale più forte di quelle conosciute. Tuttavia gli scienziati hanno scoperto che nella seconda metà della notte il numero di complessi K provocati da suoni sconosciuti sia diminuito.
"Questo significa che possiamo imparare qualcosa di nuovo nello stato prossimo all’inconscio", ha dichiarato il dottor Schabus.
I risultati tuttavia, avverte Schabus, non indicano che sia positivo per noi cercare di imparare nuove parole mentre dormiamo, riferendosi alla pratica comune di apprendere nuove lingue durante il sonno.
“La notte è necessaria per dormire e riposare, e se non si dorme bene questo fa più male che bene all’apprendimento", ha osservato.
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