Milano la più cara, a Napoli la Tari più salata: ecco quanto costa la vita nelle città italiane

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Tramonto a Milano - Sputnik Italia, 1920, 24.01.2022
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Dall'analisi del Codacons, Milano si piazza in testa alla classifica delle città italiane dove si spende di più. Il caffè più caro si beve a Trento mentre andare dal parrucchiere costa di più a Bari.
Il caffè più “salato” si beve a Trento, la piega dal parrucchiere costa di più a Bari, mentre Milano si conferma la città più cara. A dirlo è l’indagine del Codacons sul costo della vita nelle principali città italiane. Lo studio prende in esame i prezzi di beni e servizi a Milano, Cagliari, Napoli, Bologna, Torino, Aosta, Roma, Venezia, Bari, Genova, Trieste, Perugia, Trento, Firenze, Palermo, Catanzaro e Pescara.
Si parte dal settore alimentare. Il carrello della spesa a Milano costa il 47 per cento in più rispetto a Napoli, con un esborso medio di 99,24 euro contro i 67,58 del capoluogo partenopeo. Nella Capitale si spendono in media circa 88 euro.
Napoli, invece, è capofila per quanto riguarda la Tari. La tassa dei rifiuti nel capoluogo campano è record, con 507,96 euro, ben il 148% in più rispetto a Trento, con 205 euro. Tra le città in cui il contributo è più alto ci sono Cagliari, Genova e Roma.
La colazione al bar è più cara a Trento, con l’espresso che costa in media 1 euro e 24. A Catanzaro c’è la tazzina più economica, a 82 centesimi. A Roma e Milano per il caffè al bar si spendono rispettivamente 95 centesimi e un euro e 4 centesimi.
Sul fronte della cura della persona, Bari è la città più cara per andare dal parrucchiere: un taglio costa in media 26,48 euro mentre a Napoli per lo stesso servizio se ne spendono circa 11.
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Il dentista è più conveniente al Sud, con una media di 66 euro di spesa a Palermo contro il record di 174 euro di Aosta. Lo stesso vale per il ginecologo: dagli 80 euro di Napoli per una visita si passa ai 155 di Trento e Milano, mentre a Roma ci si attesta sui 116 euro.
Dall’analisi emerge una diversificazione del costo della vita sul territorio, con le città del Sud Italia che, ha sottolineato il presidente Carlo Rienzi, “risultano mediamente più economiche rispetto al Nord Italia”.
Ma il quadro tracciato dall’associazione, commenta l’avvocato, non è definitivo.
“Prezzi e tariffe – sottolinea - appaiono tuttavia in continua evoluzione: gli aumenti delle bollette di luce e gas stanno infatti determinando nelle ultime settimane rincari a cascata dei prezzi al dettaglio, a causa dei maggiori costi in capo a imprese e attività che vengono inevitabilmente scaricati sui consumatori attraverso rialzi dei listini”.
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