Infermiera di Piombino assolta: non ha ucciso nessuno

© AP Photo / Petr David JosekOperatore sanitario in un ospedale Covid a Praga
Operatore sanitario in un ospedale Covid a Praga - Sputnik Italia, 1920, 24.01.2022
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Assolta con formula piena, per non aver commesso il fatto, Fausta Bonino, l’infermiera di Piombino (Livorno), accusata di quattro dei 10 decessi considerati anomali dell’ospedale di Piombino in cui lavorava.
La Corte d’Appello di Firenze ribalta totalmente la sentenza di primo grado e assolve l’infermiera in pieno, secondo quanto riportato dal Corriere. Sarà ora la Cassazione a dover prendere posizione sul caso e decidere se rifare il processo, assolvere o condannare.
Le morti sospette sono avvenute tra il 2014 e il 2015 nel reparto di rianimazione del nosocomio di Piombino. Secondo il giudice non è stata lei a ucciderli con iniezioni di eparina.
Tuttavia, per l’infermiera di Piombino, resta in piedi l’accusa di ricettazione per aver preso farmaci dall’ospedale. Per questo reato è stata condannata a un anno e mezzo di carcere.
La donna era stata arrestata nel marzo del 2016 dai Nas dei Carabinieri con l’ipotesi di aver ucciso 14 persone somministrando loro una massiccia dose di eparina che ne aveva causato delle emorragie improvvise.
I casi a lei ascritti si sono poi ridotti a 10 e per questi è stata condannata in primo grado, ma ora la sentenza di secondo grado che ribalta tutto.
La domanda di fondo che resta è chi ha ucciso quelle persone, ammesso che si tratti davvero di casi di omicidio premeditato ad opera di un operatore sanitario.
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