Il piano del governo sul green pass: senza scadenza per chi ha la terza dose

© Sputnik . Evgeny UtkinGreen Pass, controlli alla stazione ferroviaria di Milano
Green Pass, controlli alla stazione ferroviaria di Milano - Sputnik Italia, 1920, 24.01.2022
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Il governo valuta l'ipotesi di un green pass illimitato per chi si è sottoposto alla dose booster in attesa che arrivi il parere dell'Ema sul quarto richiamo del vaccino anti-Covid. Al centro del confronto con le regioni la revisione del sistema delle fasce di colore e l'obbligo del tampone per chi arriva dall'estero.
Il green pass potrebbe avere durata illimitata per chi si è sottoposto alla terza dose. È l’ipotesi che il governo sta valutando in queste ore.
Tra meno due mesi, infatti, il certificato verde di chi ha effettuato la dose booster lo scorso settembre non sarà più valido. E in attesa che Ema e Aifa si pronuncino sull’opportunità di somministrare una quarta dose di vaccino, come già sta accadendo in Israele, l’esecutivo valuta la possibilità di estendere senza limiti la validità del pass.
Secondo il Corriere della Sera un provvedimento in questo senso potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, visto che già dal prossimo mese di marzo in almeno 100mila potrebbero ritrovarsi senza pass pur avendo ricevuto tutte le dosi di vaccino.
Mancherebbe solo il parere del Comitato tecnico-scientifico, ma la strada da percorrere sarebbe quella di lasciare a sei mesi la durata del green pass per chi ha completato il ciclo vaccinale primario e di non prevedere nessuna scadenza per chi ha fatto il booster.
In Israele, come si apprende dall’agenzia di stampa Adnkronos, sono 400mila i cittadini che si sono sottoposti alla quarta dose. Gli studi preliminari condotti dalle autorità sanitarie di Tel Aviv suggeriscono che sugli over 60 la protezione contro la malattia grave viene triplicata con il quarto richiamo.

Il tavolo tra i governatori e il ministro Speranza

Domani il ministro della Salute, Roberto Speranza, dovrebbe vedere i governatori delle Regioni per discutere l’abolizione del sistema delle fasce di colore e dell’ordinanza che prevede il tampone anche per i vaccinati alle frontiere italiane.
Sempre il quotidiano di via Solferino anticipa come i presidenti di regione chiedano di eliminare la misura, che rappresenterebbe un ostacolo ai flussi turistici, anche considerando il fatto che diversi Paesi europei stanno iniziando ad eliminare quasi del tutto le restrizioni.
Una delle ipotesi sul tavolo è quella della “black list” di Stati per i quali continuerà ad essere richiesto il test negativo anche per chi si è sottoposto alla vaccinazione.
Più difficile, invece, che ci sia una revisione radicale del sistema delle fasce di colore prima della fine dello stato di emergenza, il prossimo 31 marzo, anche se i governatori vorrebbero che venisse messo in discussione il modo di conteggiare i nuovi casi giornalieri, escludendo dal computo gli asintomatici.
Le persone indossano mascherine protettive a Milano - Sputnik Italia, 1920, 24.01.2022
Zona gialle e zona arancione, cosa cambia da lunedì 24 gennaio

Cinque regioni in zona arancione

Proprio in base a questo meccanismo oggi a passare in fascia arancione almeno fino a venerdì 28 gennaio saranno Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia. Sono dieci le regioni in zona gialla (Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Campania, Calabria), mentre restano in bianco Umbria, Molise, Puglia, Basilicata, Sardegna.
Nelle regioni che passano in arancione non ci si potrà spostare in comuni diversi dal proprio, salvo che per ragioni di lavoro, necessità o salute.
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