Todde: al Mise 70 tavoli di crisi, l’impegno sta dando i suoi frutti

© CgilIl ministro del Lavoro Andrea Orlando e il viceministro dello Sviluppo Economico Alessandra Todde
Il ministro del Lavoro Andrea Orlando e il viceministro dello Sviluppo Economico Alessandra Todde - Sputnik Italia, 1920, 22.01.2022
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La viceministra parla delle vertenze e delle crisi industriali, passate da 149 a dicembre del 2019 a meno della metà. Tanti i settori colpiti, soprattutto automotive e siderurgia. Intanto, cala il sipario sulla vicenda ex Embraco.
Il lavoro portato avanti dal dicembre del 2019 ad oggi al ministero dello Sviluppo economico, dove approdano le crisi industriali, sta dando i suoi frutti. Ne è convinta la viceministra Alessandra Todde che ha parlato dei tavoli di crisi più che dimezzati al discastero.
Oggi le vertenze sono 70, secondo gli ultimi dati aggiornati di gennaio. Di questi, 56 sono attivi e 14 di monitoraggio, per un totale tra 80-90mila lavoratori coinvolti. A dicembre 2019 i tavoli di crisi erano 149.
"Il metodo introdotto al Mise in due anni di gestione delle crisi industriali e l'impegno quotidiano stanno dando i loro frutti anche se sono refrattaria ai toni trionfalistici e alle facili ricette", ha detto Todde.
Alle 69 vertenze già aperte si è aggiunta l'ultima relativa all'azienda Caterpillar.
“I tavoli sono scesi a 70, a fronte dei 149 a dicembre 2019 perché i dossier sono stati affrontati e portati avanti, proponendo soluzioni dove era possibile farlo”.
Per la viceministra “la chiusura di un'azienda o di un'industria va sempre affrontata in modo costruttivo e non con rassegnazione. Pensare di mantenere modelli che non sono più competitivi è un modo per non affrontare il problema. Ma gestire la transizione, la trasformazione e la chiusura di un'azienda è necessario, perché quando un'attività chiude ha delle conseguenze dirette sul territorio e sull'occupazione, quindi su persone e famiglie”.

Todde ha ribadito “che non possiamo mandare avanti le imprese soltanto con gli incentivi, dobbiamo avere il coraggio di cambiare modelli produttivi se necessario. E lo possiamo fare anche grazie a strumenti che abbiamo appositamente elaborato come il Fondo salvaguardia".

I tavoli dall’automotive alla siderurgia

Caterpillar a Jesi ha annunciato la chiusura del sito mettendo a rischio licenziamento 270 operai.
Nel caso dell’azienda fiorentina ex Gkn, attiva nel settore dell'automotive, si è aperto in questi mesi, da luglio ad oggi, un nuovo percorso: i lavoratori della fabbrica di Campi Bisenzio, ora Qf Spa, hanno dato il via libera alla reindustralizzazione, in continuità occupazionale. A rilevare lo stabilimento con i suoi 370 addetti l'imprenditore Francesco Borgomeo.
La Gkn Firenze - Sputnik Italia, 1920, 30.12.2021
Gkn, la roadmap della nuova proprietà. Fim Cisl: “Positivo, ma attendiamo concretezza”
Approvata la proroga, fino a fine febbraio, della cassa integrazione per i 194 dipendenti della Saga Coffee di Gaggio Montano (Bologna). L'intesa è stata raggiunta al tavolo tra la proprietà Evoca e i rappresentanti dei lavoratori.

Ex Embraco, fine della storia

È finita invece la cassa integrazione per i 377 lavoratori ancora in forza alla ex Embraco di Riva di Chieri (Torino), la fabbrica Whirlpool di compressori per frigoriferi.
Lunedì sono previsti due incontri in Regione, uno per sancire il mancato accordo sindacale sui licenziamenti e l'altro per avviare le politiche attive e quindi la formazione e il reinserimento dei lavoratori.
Ai dipendenti resta soltanto la prospettiva della Naspi, l'indennità di licenziamento e nel frattempo agli operai toccherà scegliere se firmare l'accordo per il fondo Escrow che Whirlpool ha lasciato per sanare i debiti e chiudere ogni contenzioso.
Chi accetterà riceverà 7.000 euro lordi ma dovrà rinunciare a possibili rivendicazioni. L’accordo ha bisogno della firma di almeno il 90% dei dipendenti per diventare attivo.
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