Spazio, gruppo di astronomi di Tarquinia scopre due nuove stelle variabili

© Sputnik . Vitaly Timkiv / Vai alla galleria fotograficaIl cielo stellato
Il cielo stellato - Sputnik Italia, 1920, 22.01.2022
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Scoperte due nuove stelle variabili dal Gruppo Astrofili Galileo Galilei, hanno dimensioni comprese tra circa una volta e mezza e due volte il nostro sole.
Il Gruppo Astrofili Galileo Galilei di Tarquinia ha conseguito ufficialmente la scoperta di due nuove stelle variabili, che dai primi di Gennaio sono ufficialmente riconosciute dall’American Association of Variable Stars Observers (AAVSO) e registrate con i nomi di GrAGVar003 e GrAGVar004 nel catalogo VSX (International Variable Stars Index).
La scoperta è stata effettuata dagli studiosi G. Mazzacurati, M. Grassi e A. Ciarnella; il gruppo nel mese di marzo aveva già portato all'attenzione della comunità scientifica internazionale l'esistenza della stella GrAGVar001 del marzo 2021, stella pulsante del tipo Delta Scuti nella costellazione Canis Minor, e di GrAGVar002, nella costellazione del Cigno.
Le due stelle appena scoperte, come riferito dal centro in un comunicato, brillano ai lati della della stella più luminosa di quel settore (HD54052 nei cataloghi internazionali) e presentano pulsazioni che avvengono con periodi costanti di 68 e 76 minuti.
Le loro magnitudini apparenti sono pari a 12.9 e 13.8 e risultano osservabili anche con normali telescopi amatoriali.
Nel corso dell'ultimo anno di studi e ricerche, gli scienziati del GrAG hanno misurato le fluttuazioni della loro luminosità, identificando la loro natura variabile e l'appartenenza alla categoria delle Delta Scuti.

Queste ultime, sono stelle con una dimensione pari a una volta e mezza e poco più di due volte il nostro Sole che attraversano una fase della loro vita in cui i fenomeni interni di combustione sono caratterizzati dalla fusione dell’elio, che genera dei veri e propri moti di dilatazione e contrazione periodica nella stella.

Le pulsazioni seguono schemi e periodicità estremamente precise anche a distanza di anni, che gli astronomi del GrAG hanno studiato attraverso l’analisi delle curve di luce e l’uso di algoritmi matematici, tecniche che permettono di identificare le oscillazioni radiali principali e altre oscillazioni armoniche che fanno vibrare la superficie della stella.
Grazie allo studio di stelle di questo genere, è possibile comprendere meglio l’evoluzione stellare e i complessi fenomeni che avvengono al loro interno.

Il lavoro del GrAG

A partire dal 2020, il gruppo scientifico del GrAG ha iniziato a lavorare nell'interessante settore della ricerca amatoriale in ambito astronomico, con risultati già importanti in questi primi due anni di attività.
Con lo sforzo dei soci dell'associazione, è stata avviata l’installazione di una cupola astronomica e della relativa strumentazione presso l’area osservativa di Lasco di Picio, sul terreno concesso dall’Università Agraria di Monte Romano, che saranno attivate nei prossimi mesi.
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