Scambio di neonati a Brescia, la madre ancora sotto shock fa causa all'ospedale

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Neonato - Sputnik Italia, 1920, 22.01.2022
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Non riesce a legare con la sua vera figlia, perché subito dopo il parto ha allattato e coccolato per prima una bambina non sua.
La mattina dopo il parto, aveva allattato e coccolato la neonata che le avevano consegnato tra le braccia. Indossava gli abitini che le aveva scelto e sulla culla c'era scritto il suo nome. Quella, però, non era la sua vera figlia: c'era stato uno scambio.
La vicenda, riportata da Il Giorno, è avvenuta ad ottobre a Brescia. La madre è ancora oggi sotto shock, perché a distanza di mesi non riesce a legare con la sua bambina.
"La piccola che avevo coccolato con amore e dedizione, nutrito e fatto conoscere ai parenti, non era mia figlia", ha detto la madre.
Per questa ragione, i due genitori hanno denunciato la Fondazione Poliambulanza di Brescia, il quinto ospedale per nascite della provincia, e chiedono un risarcimento danni.

Lo scambio di neonate

La donna ha raccontato a Il Giorno che la bambina era nata poco prima delle due di notte, ma ha potuto vederla solo il mattino successivo, dopo l'esito del tampone. La piccola le è stata consegnata in sala parto, dove si trovava perché non erano disponibili posti letto. Erano presenti una dottoressa e un'infermiera, che le hanno lasciato una culla con il suo nome.
Il legame materno si è immediatamente stabilito fra la donna e quella che credeva essere sua figlia. La neomamma la allattava e cullava con amore e aveva mostrato le sue foto ai familiari. Alcune ore dopo, però, il marito intuisce che qualcosa non andava. La neonata non aveva il braccialetto al polso. È stato ritrovato dai genitori nella culla, ma riportava il nome di un'altra.
La donna capisce che la bimba che aveva coccolato non era la sua vera figlia. L'errore è stato immediatamente denunciato al personale ospedaliero e la piccola è stata consegnata alla sua vera famiglia. I giudici, adesso, dovranno ricostruire i fatti e decidere per il risarcimento. L'altra famiglia coinvolta non ha presentato denuncia.
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