Quirinale, Berlusconi fa un passo indietro: “Draghi resti premier, ci sarà nome condiviso”

© Sputnik . Алексей Витвицкий / Vai alla galleria fotograficaSilvio Berlusconi
Silvio Berlusconi - Sputnik Italia, 1920, 22.01.2022
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Un nome autorevole, da scegliere presto e con grande convergenza, ha chiesto il leader di FI: "Basta lacerazioni sul mio nome". La Lega: la sinistra non ponga veti. Letta: centrodestra non ha diritto di prelazione.
Dopo aver detto ai vertici di Forza Italia che non aveva ancora deciso cosa fare, Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi sulla corsa al Quirinale e ha ritirato la sua candidatura.
Il Cavaliere, che non si è presentato al vertice del centrodestra convocato da Matteo Salvini via Zoom, ha affidato la notizia a una nota letta dalla senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli, presente insieme al numero due degli azzurri Antonio Tajani.

"Faremo una proposta condivisa col centrodestra. Draghi resti premier"

È questo uno dei passaggi fondamentali della lettera inviata agli alleati dal Cavaliere.
L'ex premier ha spiegato di avere "deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti lo hanno proposto di rinunciare ad indicare il mio nome per la Presidenza della Repubblica".
E su l'ex governatore della Bce ha aggiunto di considerare "necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al Pnrr, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia".

"Continuerò a servire il mio Paese in altro modo, come ho fatto in questi anni, da leader politico e da Parlamentare Europeo, evitando che sul mio nome si consumino polemiche o lacerazioni che non trovano giustificazioni che oggi la Nazione non può permettersi".

Nel messaggio inviato dal leader di Fi, l'ex premier ha auspicato che "il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni sappiano compiere questa scelta nel tempo più breve possibile e con un'ampia convergenza".

La reazione degli alleati

Per Matteo Salvini la scelta di Berlusconi è "decisiva e fondamentale".
"Berlusconi rende un grande servizio all'Italia e al centrodestra, che ora avrà l'onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra".
"Riunione decisiva del centrodestra e gesto fondamentale di Silvio Berlusconi per il bene del Paese e della coalizione. Nonostante il Cavaliere avesse i numeri, ha deciso un passo di lato con grande senso di responsabilità", ha fatto sapere la Lega alla fine della riunione.
"Il centrodestra è compatto ed è pronto a formulare diverse proposte di alto profilo su cui la sinistra non potrà porre veti come fatto nelle ultime settimane".
Sull’ipotesi che il presidente del Consiglio vada al Colle dopo la rinuncia di Berlusconi si è schierata subito Fratelli d’Italia.

"Non vogliamo Draghi al Quirinale", ha detto Ignazio La Russa (Fdi) al vertice di centrodestra collegato via Zoom.

Posizione ribadita dalla leader di Fdi, Giorgia Meloni.
"La cosa più importante è l'unità della coalizione. Abbiamo fatto un gesto di generosità per quest'unità. Diciamo no a Draghi al Quirinale".

Conte: un passo avanti. Letta: accordo alto

Per Enrico Letta, che si esprime in serata su Twitter, "il centrodestra non è maggioranza e
non ha quindi diritto di prelazione sul Quirinale".
Dopo il ritiro di Berlusconi "ci vuole accordo alto su nome condiviso e un patto di legislatura".
Il leader del M5S Giuseppe Conte ha commentato la decisione di Berlusconi parlando di un passo avanti con cui avviare un confronto.
"La candidatura di Silvio Berlusconi era irricevibile. Con il suo ritiro facciamo un passo avanti e cominciamo un serio confronto tra le forze politiche per offrire al Paese una figura di alto profilo, autorevole, ampiamente condivisa", ha scritto su Twitter.

La conta dei voti e la rinuncia

Nel messaggio letto dalla senatrice Ronzulli, Berlusconi ha detto agli alleati del centrodestra di aver verificato l'esistenza dei consensi per una sua eventuale corsa al Quirinale, ha ringraziato chi lo ha supportato e ha ribadito di aver servito il Paese.
"Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centrodestra, ho verificato l'esistenza di numeri sufficienti per l'elezione".
Ma ciononostante, ha aggiunto il leader di Fi, ha rinunciato, "ponendo sempre l'interesse collettivo al di sopra di qualsiasi considerazione personale, ho riflettuto molto, con i miei familiari ed i dirigenti del mio movimento politico, sulla proposta ricevuta. L'Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi".
Poche ore prima, con i vertici di Forza Italia si era detto convinto di poter ancora fare un tentativo, ma la decisione di fare un passo indietro è maturata in tempo per la riunione Zoom.
Su Twitter una delle prime reazioni è stata quella di Gianfranco Rotondi che aveva indicato Berlusconi come piano A, B e C.
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