Svezia, media alimentano lo ‘spauracchio russo': numero dei favorevoli all’adesione NATO in aumento

© AP Photo / Csaba Krizsan/MTISoldati americani stanno esaminando una mappa durante le esercitazioni della NATO Saber Guardian, Romania
Soldati americani stanno esaminando una mappa durante le esercitazioni della NATO Saber Guardian, Romania - Sputnik Italia, 1920, 21.01.2022
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Mentre il perenne dibattito sulla NATO è in fermento, un sondaggio ha indicato che la popolazione svedese è divisa sull'adesione all'alleanza, ma che il numero dei favorevoli è in costante aumento, spinto dalla campagna mediatica senza precedenti che tende a demonizzare la Russia.
Un sondaggio condotto dall’agenzia demoscopica Novus ha mostrato che poco più di un terzo, il 37 per cento degli intervistati, ha detto alla prospettiva di adesione alla NATO. Un po' meno, il 35 per cento, ha detto di no. Ben il 28 per cento era indeciso.
Pur essendo la differenza minima e statisticamente non rilevante, ad impressionare gli analisti è il considerevole spostamento in favore dell’alleanza degli intervistati, rispetto agli anni precedenti.
Una precedente indagine del 2017, infatti, mostrava un 32 per cento di favorevoli alla NATO, ma ben un 43 per cento di contrari.
"Circa un terzo rimane indeciso, ed è proprio qui che si decide questa questione", ha detto il CEO di Novus, Torbjörn Sjöström, all'emittente nazionale SVT.
La maggioranza dei partiti parlamentari della nazione è ora a favore dell'opzione teorica della NATO, ma è equamente divisa tra favorevoli e contrari all’adesione effettiva. Mentre i moderati, il centro, i democristiani e i liberali sono favorevoli alla NATO, i socialdemocratici al potere, la sinistra, i verdi e nazional-conservatori svedesi sono contrari.
Il dibattito sulla NATO arriva nel contesto di un allarmismo senza precedenti nei confronti della Russia, dipinta come un "aggressore" da media, politici di alto livello e membri dell'esercito, tra cui il ministro della Difesa Peter Hultqvist e il comandante supremo Micael Byden, che hanno rilasciato dichiarazioni da guerra fredda, identificando la Russia come una "minaccia", con il primo che ha addirittura dette di non poter escludere l’ipotesi di un attacco contro la Svezia.
Tra le altre cose, il recente movimento di navi della Russia nelle acque neutrali del Mar Baltico è stato nominato come il motivo principale dell'apparizione di truppe corazzate nelle strade di Gotland, l'isola più grande della Svezia.
Questo si aggiunge alla "minaccia russa" perennemente fluttuante nei media, inclusa la miniserie televisiva Quando arriva la guerra, in cui Mosca è descritta come un avversario.
Come risultato di questa tattica allarmante, una netta maggioranza, il 59 per cento, ha dichiarato nel sondaggio Novus di temere la Russia come una superpotenza. Al contrario, solo un terzo, il 29 per cento, ha dichiarato di temere piuttosto gli Stati Uniti.
"Se torniamo indietro di qualche anno, circa un terzo aveva paura della Russia come grande potenza. Ora è una netta maggioranza", ha osservato Torbjörn Sjöström.
Quando l'isteria anti-russa ha raggiunto il picco, l'ambasciata del paese a Stoccolma ha persino dovuto assicurare ai comuni svedesi che Mosca non ha piani per attaccare la nazione scandinava.
"Consideriamo questi timori come il risultato diretto di un'incomparabile campagna di propaganda che si è svolta sui media svedesi su iniziativa dei politici locali per gonfiare un terrore russo infondato", ha scritto l'ambasciata.
Secondo l'ambasciata, le accuse secondo cui la Russia vorrebbe combattere la Svezia mirerebbero solamente a "convincere i normali contribuenti che devono investire più soldi per esigenze militari e seguire obbedientemente le istruzioni dall'altra parte dell'Atlantico".
Al contrario, l'ambasciata ha assicurato che la Russia vorrebbe sviluppare "relazioni di buon vicinato" e sviluppare un "dialogo reciprocamente vantaggioso".
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