Il dominio internet Made in Italy in mano ai cinesi

© Fotolia / lorenzot81 "Made in Italy" giornali
 Made in Italy giornali - Sputnik Italia, 1920, 21.01.2022
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Dalla pasta alla pizza, da mamma a mozzarella. L’Italia ha perso il controllo dei suoi marchi ed il dominio "madeinitaly.com" è diventato cinese.
Il Made in Italy è un marchio che vale miliardi per le esportazioni italiane nel mondo. È sinonimo di qualità, di design, di moda, di gusto e di prodotti e ricette gustose.
Ma cosa succede se si scopre che il dominio internet madeinitaly.com, registrato per la prima volta nel 1995 da un’azienda italiana è finito da 5-6 anni in mano a un’organizzazione con sede ufficiale a New York ma in mano ad alcuni imprenditori cinesi?
È quanto si è chiesto il Corriere della Sera che ha condotto un’indagine su questo dominio e su altri legati ai nomi più tipici della cucina e dell’italianità.
Il quotidiano milanese, attraverso una serie di email inviate all’indirizzo indicato sullo scarno sito, riesce a mettersi in contatto con Bill Ding “che gestisce 1.200 domìni”.
“Not for sale, abbiamo rifiutato un’offerta da cinque milioni di dollari lo scorso anno. Ma siamo aperti a collaborazioni per lo sviluppo”.
È questa la risposta che ricevono i redattori quando chiedono di acquistare il dominio Made in Italy con l’estensione “com”.
Dalla conversazione emerge che la società detiene anche altri marchi, come “madeinfrance, Germany e via così”.

“FattoinItalia”, registrato da Cdp

Nelle more della mancanza del MadeinItaly.com, Cassa Depositi e Prestiti ha italianizzato il “marchio” nazionalee ne ha registrato il dominio internet: “www.fattoinitalia.it”.
Invece il ministero degli Esteri ha registrato il sito istituzionale “madeinitaly.gov.it”, che contiene molti materiali ma che è meno accessibile nelle ricerche sui motori.

Da mamma a mozzarella

Ci sono poi altri nomi tipicamente legati all’Italia su cui il Corsera ha indagato per capire ch fine abbiano fatto su internet.
Per quanto riguarda “mamma”, da tempo una signora di Parma, Maria Gabriella Esposito, ha registrato mamma.it.
Poi per pizza.it ci ha pensato il titolare di Marana Forni che detiene il dominio in “comproprietà con una signora di Fermo”. Pizza.com invece è stato acquistato anni fa da anonimi acquirenti dell’Arizona.
Per Spaghetti.it ci ha pensato l’imprenditrice Veronica Dubbio. Il dominio “.com” è privo di contenuti e schermato in Florida.
Cappuccino, invece, è appannaggio dell’omonimo gruppo spagnolo di hotel.
Per mozzarella, entrambi i domini, sia l’italiano che l’internazionale sono in mano all’Italia. Uno è in mano a un caseificio di Salerno, l’Ilka, il “.com” invece fa capo a Esselunga e rimanda ai suoi prodotti.
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