Francia, Consiglio Costituzionale autorizza la polizia ad utilizzare i droni

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Drone - Sputnik Italia, 1920, 21.01.2022
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A seguito della richiesta di alcuni parlamentari, il Consiglio costituzionale ha finalmente convalidato la maggior parte dei provvedimenti relativi alla vigilanza sull'uso dei droni da parte di polizia e gendarmeria. Una decisione accolta favorevolmente sia dalla polizia che dal Ministero dell'Interno.
Censurati dal Consiglio di Stato e dalla Cnil (Commissione nazionale per l'informatica e le libertà), gli articoli 15 e 16 della legge in materia di responsabilità penale e sicurezza interna miravano a creare una base giuridica sull'uso dei droni da parte di polizia e gendarmeria.
Il Consiglio costituzionale ha convalidato buona parte dei provvedimenti previsti nella decisione del 20 gennaio, con grande dispiacere di deputati e senatori, che ne hanno denunciato alcuni aspetti.
"Finalmente, la polizia e la gendarmeria potranno utilizzare i droni, strumenti essenziali per garantire l'incolumità dei nostri connazionali", ha esultato Gérald Darmanin.
“Il Consiglio costituzionale finalmente protegge la polizia!”, ha risposto Matthieu Valet, portavoce del sindacato indipendente dei commissari di polizia. Lo scorso novembre aveva sottolineato che i droni venivano utilizzati dagli spacciatori per monitorare le operazioni di polizia, dove quest'ultima non poteva utilizzarli, dando più "potere" ai malviventi.
Un fatto che aveva denunciato anche il ministro dell’Interno, quando la Cnil aveva sanzionato il suo ministero, ritenendo che l'uso dei droni non fosse sufficientemente vigilato, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei dati personali.
"La Cnil ci impedisce di far volare i droni che sono estremamente efficaci nella lotta alla droga, alle corse clandestine e al controllo dell'ordine pubblico. […] In Francia tutti hanno diritto ad usarli, tranne la polizia. Cercate l'errore!”, aveva dichiarato lo scorso maggio a Le Parisien.

Uso consentito, ma con alcuni limiti

Il Consiglio costituzionale ha tolto però la possibilità di utilizzare i droni, in caso di emergenza, senza l'autorizzazione del prefetto. La polizia municipale non potrà farne uso in alcun caso. Una decisione che, ad esempio, non piace al municipio di Nizza, che aveva speso 64mila euro in droni e agenti addestrati al loro utilizzo, segnala Nice-Presse.
Durante il primo lockdown, nel marzo 2020, Christian Estrosi aveva emesso un'ordinanza per imporre il coprifuoco ai cittadini di Nizza. Un drone dotato di altoparlante sorvolava la Promenade des Anglais, per ricordare ai potenziali trasgressori le misure in atto.
Anche la città di Parigi aveva utilizzato un dispositivo analogo in alcune aree vietate alle passeggiate.
Già a settembre, Amnesty International temeva che il Consiglio costituzionale finisse per convalidare la legalizzazione dei droni di sorveglianza, adducendo rischi di violazione del diritto alla privacy e alla libertà di espressione. "Nell'ambito delle manifestazioni, il fatto di essere filmati può avere un effetto deterrente e contribuire ad ostacolare l'esercizio del diritto alla libertà di riunione pacifica", sottolinea la Ong, ritenendo che "i droni consentono una sorveglianza particolarmente invadente e non consentono l’attuazione delle stesse garanzie previste per le altre tipologie di telecamere”.
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