Foto osé sul web e film porno, licenziata dalla banca dove lavorava: lei fa causa

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Porno - Sputnik Italia, 1920, 21.01.2022
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L'istituto di credito le contesta lo svolgimento di attività lavorativa extrabancaria durante un'assenza ingiustificata. Ma lei denuncia il mobbing e l'illegittimità della sospensione.
Un'impiegata di una filiale bancaria di Siracusa è stata licenziata dopo 17 anni di lavoro per "comportamento immorale".
Prima aveva ricevuto delle lettere di richiamo per foto osé sui suoi profili di un noto social, poi una sospensione, dopo la quale aveva girato un film porno dal titolo emblematico: La bancaria.
Ed è così che la quarantenne, originaria di Torino ma siracusana di adozione, si è vista recapitare una lettera di licenziamento per giusta causa. Lei si oppone, denuncia di aver perso il posto per il suo stile di vita. In una precedente intervista a Dagospia ammette di non voler più stare allo sportello, ma non ha intenzione di rinunciare ai suoi diritti acquisiti in quasi vent'anni di lavoro.
"Sono sempre stata discriminata. - racconta oggi la bancaria in una nota diffusa dalla stampa- Io ho sempre posato come modella, e dal settembre 2020 mi sono iscritta a una piattaforma privata dove inserisco dei contenuti più espliciti. Poi dallo scorso anno sui miei social ho pubblicizzato alcune serate. Ma ho sempre svolto tutto fuori dal mio orario di lavoro".
In realtà, l'istituto di credito le contesta proprio "l'assenza ingiustificata dal servizio omettendo di avvertire dell’assenza; lo svolgimento di attività lavorativa extrabancaria durante l’assenza del servizio motivata da stato di malattia, alla visita fiscale domiciliare e lo svolgimento di attività professionale in violazione al contratto nazionale del lavoro".
Nel novembre scorso, la banca le invia una lettera di ammonimento e sospensione, nella quale sarebbero citate alcune frasi pubblicate sulla piattaforma social.
"Per me è stato un abuso da parte loro, - commenta - sono una donna che intende sfidare i falsi moralismi. Ma nei giorni scorsi mi è arrivata la comunicazione del licenziamento dove si evidenzia l'inadeguatezza e la mancanza di rapporto fiduciario per il mio comportamento immorale".
L'avvocato Piero Ortisi, che assiste la donna, parla di "mobbing" e di sospensione illegittima.
"Le circostanze attinenti alla vita propria del lavoratore non godono di alcuna rilevanza soprattutto laddove siano estranee al contesto professionale". Inoltre, osserva il legale, "i fatti posti alla base della contestazione sarebbero in ogni caso null'altro che libera espressione della sfera sessuale privata e personale della dipendente".
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