Covid, Pregliasco: "Prepararsi ad una variante più aggressiva di Omicron dopo l'estate"

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Persone in mascherina - Sputnik Italia, 1920, 21.01.2022
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Per il virologo, l'ipotesi più probabile è quella di un rasserenamento, ma non è possibile prevedere il modo in cui si evolverà il virus e quindi escludere lo scenario di una variante più feroce.
Occorre prepararsi, perché nulla esclude l'arrivo di una variante più aggressiva di Omicron dopo l'estate. A lanciare l'allarme è il virologo Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario dell'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, commentando in un'intervista ad Agi i possibili scenari futuri della pandemia di Covid-19 in Italia.
Per Pregliasco, l'osservazione del comportamento del virus indica che l'arrivo di una variante più forte "è possibile".

"Dobbiamo immaginarlo come scenario, - spiega - perché questo virus in poco tempo ci ha già dato alcune varianti spiacevoli come la Delta e la Omicron. E potrebbe darcene anche un'altra".

Il virologo chiarisce che l'ipotesi più probabile è quella di un "rasserenamento", però "nulla ci impedisce di poter avere qualche rischio in questo senso".
"Speriamo che Omicron possa farci buon gioco, nel senso che se raggiunge una grande quantità di persone ci da una immunità che non si può definire di gregge, ma che riduce l'opzione. Ma è evidente - conclude - che questo virus nel mondo va per i fatti suoi e può ulteriormente evolversi".
È dello stesso avviso l'immunologo Guido Silvestri, professore della Emory University, che in un'intervista a Repubblica mette in guardia sul possibile arrivo di una variante più feroce di Omicron il prossimo autunno.
"Il rischio più grosso è che scappi fuori una variante che mantenga l'aggressività infettiva di Omicron, ma riacquisti anche la capacità di danneggiare il polmone di Delta", afferma.
Dire che con Omicron il virus si sia indebolito, per Silvestri, è "una fesseria", perché "il virus non è andato via" e potrebbe tornare con una variante più aggressiva dopo l'estate. Per questo è necessario "monitorare e fare sorveglianza epidemiologica" e insistere con i vaccini.
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