Air Italy, lavoratori di nuovo in piazza ad Olbia contro i licenziamenti: "Si riprenda il confronto"

© FotoUn aereo Air Italy all'aeroporto di Olbia
Un aereo Air Italy all'aeroporto di Olbia - Sputnik Italia, 1920, 21.01.2022
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Prosegue la lotta dei 1300 lavoratori della compagnia, che lo scorso 2 gennaio hanno ricevuto la lettera di licenziamento. Chiedono la riapertura del tavolo di crisi.
I lavoratori di Air Italy sono scesi di nuovo in piazza per chiedere la riapertura della vertenza. Dal sit in convocato ad Olbia dalle sigle sindacali Ap, Cobas e Usb, è stato lanciato un appello al governo: "Il tavolo interministeriale di crisi è ancora in sospeso, si riprenda il confronto".
Alla manifestazione, aperta a tutte le sigle sindacali, i lavoratori hanno aderito in numero contenuto nonostante la nuova ondata di contagi Covid e la dislocazione geografica in più parti d'Italia. All'opinione pubblica ricordano a gran voce che "siamo e restiamo un problema irrisolto, cui non è stata data altra risposta se non le lettere di licenziamento".
L'adesione è arrivata anche da alcuni esponenti politici del territorio, tra cui il consigliere regionale del Movimento 5stelle, Roberto Li Gioi.
"La strada maestra da seguire adesso è la creazione di un'area di crisi complessa che comprenda tutto il sistema del trasporto aereo del Paese, che conta circa 45mila unità professionali, garantendo loro un sostegno al reddito di almeno tre anni, periodo congruo per la eventuale nascita di un nuovo progetto industriale, unica realtà possibile per un ricollocamento dei dipendenti Air Italy", ha detto Li Gioi prendendo la parola nel corso del sit-in.
Air Italy ha inviato in anticipo al 2 gennaio 1322 lettere di licenziamento con effetto immediato ai dipendenti. L’azienda ha scelto la strada del licenziamento collettivo, anziché quella del rinnovo della cassa integrazione, che sarebbe scaduta dopo qualche giorno.
I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo denunciano la “totale indifferenza delle istituzioni” e hanno chiesto “un intervento immediato del Governo per bloccare la procedura”. Per i sindacati questi licenziamenti di massa rappresentano ina “vera e propria tragedia sociale”.
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