Nuovo rinvio della plastic tax, Marevivo: "Non c’è più tempo, vicini al disastro totale"

© Foto : Jackson McMuldren/ Ocean VoyagesGreat Pacific Garbage Patch: rimosse più di 100 tonnellate di rifiuti dall’isola di plastica più grande del mondo
Great Pacific Garbage Patch: rimosse più di 100 tonnellate di rifiuti dall’isola di plastica più grande del mondo - Sputnik Italia, 1920, 20.01.2022
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Approfondimento
Stop alla plastica, con la direttiva europea (SUP) ora è ufficiale il divieto del monouso, ma in Italia la plastic tax, che doveva entrare in vigore già nel 2020, è di nuovo slittata di un anno. Da Marevivo e dalle associazioni ambientaliste arriva un monito: non c’è più tempo, è ora di agire.
I rifiuti di plastica in mare sono un problema grave, che riguarda tutto il pianeta, sono molte le specie marine a soffrire e morire per l’inquinamento delle acque, la plastica dal mare arriva ovunque: nel cibo, nell’organismo dell’uomo. Nonostante il mare dia la vita e l’ossigeno agli uomini, non viene tutelato dalla politica e la stessa opinione pubblica non ha una presa di posizione forte in merito.
La tassa sulla plastica monouso in Italia è stata nuovamente rinviata di un anno, che cosa si sta aspettando?

"Non c’è più tempo però, stiamo arrivando al disastro totale", non usa mezzi termini, in un’intervista a Sputnik Italia, Rosalba Giugni, presidente di Marevivo Onlus.

- È entrata in vigore la direttiva SUP che vieta la plastica monouso, però la plastic tax italiana slitta di un altro anno. Rosalba Giugni, che cosa significa questo: le aziende continueranno a produrre plastica monouso?
- Certo, continueranno a non avere la tassa. Ricordiamoci che doveva entrare in vigore addirittura nel 2020, poi, con l’avvento della pandemia, l’hanno rimandata. Non ci immaginavamo che l’avrebbero rimandata un’altra volta. È incredibile come non ci si renda conto dell’enorme problema della plastica nei mari, nei fiumi e nel corpo dell’uomo.
Siamo molto sfiduciati anche nei confronti della legge Salvamare, che prevedeva il recupero della plastica da parte dei pescatori. Sembra che ci sia una mancanza di consapevolezza di quello che sta accadendo. Si chiede molto ai cittadini, ma poi l’industria e la politica sono lentissimi. Non c’è più tempo però, stiamo arrivando al disastro totale, ai cambiamenti climatici. La plastica è stata trovata addirittura nei tessuti della placenta delle donne, nel sancta sanctorum della vita. Molte ricerche sono state fatte sui pesci. Sono state trovate delle nano plastiche negli occhi dei pesci e questi sono diventati ciechi. Che cosa stiamo aspettando?
- In questo contesto, quanto sarebbe importante la plastic tax?
- Metterebbe le industrie in condizione di non continuare a produrre in queste dimensioni. Invece, oggi, queste industrie continuano allegramente a farlo. Mi sembra che soltanto attraverso i soldi riusciamo a far cambiare il comportamento, invece dovrebbe essere una coscienza diffusa e consapevole. Andando avanti in questa maniera, finiamo nel baratro totale. Addirittura il latte delle donne potrebbe contenere plastica. Dobbiamo capire come cambiare rotta, innanzitutto va messa questa tassa, che non è esagerata, ma farebbe produrre di meno.
- La plastica è ovunque. Lei prima ha sottolineato che non c’è tempo. Che cosa stiamo rischiando?
- I pesci sono diventati ciechi con le nano plastiche. Se succedesse a noi? È terrorizzante il pensiero, eppure è già successo a degli esseri viventi del mare. Quali misure stiamo mettendo in atto per bloccare questo problema? Le micro plastiche sono arrivate addirittura nella pioggia, con l’evaporazione del mare. Piove plastica. Sono tutte notizie che arrivano e si dileguano nella nostra intelligenza e poi dobbiamo mettere una semplice tassa già dal 2020 e noi la rimandiamo al 2023. Speriamo che venga realmente applicata nel 2023…
Plastica monouso - Sputnik Italia, 1920, 13.01.2022
Dal 14 gennaio stop alla plastica monouso, ma la Plastic tax arriverà solo nel 2023
- Perché, secondo lei, a livello politico non si interviene per la tutela dell’ambiente e del mare? Il problema è che questi provvedimenti non portano voti?
- È una bellissima domanda, per la quale mi arrovello da 40 anni. Avendo una consapevolezza di quello che succede e dell’importanza del mare, non dovremmo comportarci così. Il mare produce più del 50% di ossigeno. Gli animali del mare fanno pena? Li possiamo trucidare, non ce ne importa niente. È dal mare però che nasce tutto. I politici e chi sta nella stanza dei bottoni sono ancora più lontani da tutto ciò. Non c’è un’opinione pubblica forte su questo e soprattutto non c’è una presa di posizione politica. La legge Salvamare presentata nel 2018 è talmente stupida, ha 4 articoli e si trova in terza lettura alla Camera. Quando i pescatori raccolgono nelle reti la plastica, non possono portarla a terra, perché è trasporto illecito dei rifiuti. Quindi la ributtano a mare. La legge porrebbe fine a queste lacune normative.
- Che cosa possono fare i cittadini per il mare, in attesa che si svegli la politica?
- Intanto, i cittadini devono capire come vivere: risparmiare acqua, luce, eliminare dalla propria vita l’usa e getta. Ognuno può fare qualcosa. Le donne hanno un ruolo molto forte in questo cambiamento di rotta del pianeta. La donna partorisce e poi cresce il bambino, dà al figlio le prime indicazioni di come deve mangiare e vestire. Questo trend terribile va invertito, perché sta portando alla distruzione della nostra specie.
Ognuno ha in mano un piccolo grande potere: la scelta di come vivere e nutrirsi, di come risparmiare tutti i beni che ci vengono dati. Dobbiamo rispettare la vita in tutti i suoi aspetti, dal piccolissimo al grande. Noi facciamo parte di un meraviglioso pianeta, noi però stiamo distruggendo un equilibrio che si è formato in milioni di anni. Noi oggi possiamo vivere, riprodurci, non è sempre stato così. Ci troviamo per pochi anni ad avere tutte le condizioni favorevoli, però le stiamo distruggendo. Torneremo nella situazione in cui il pianeta era invivibile.
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