L’azienda cancella il turno centrale, le lavoratrici si ribellano e vincono la causa

© Foto : Si Cobas BolognaLavoratrici Yoox Lis Group di Bologna
Lavoratrici Yoox Lis Group di Bologna - Sputnik Italia, 1920, 20.01.2022
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È accaduto a Bologna dove la Lis Group che gestisce il magazzino di Yoox Net a Porter aveva costretto le operaie con figli piccoli a licenziarsi perché i turni erano diventati incompatibili con l’accudimento dei figli.
Le lavoratrici con figli piccoli, dall’oggi al domani catapultate in una realtà lavorativa con turni inconciliabili con l’accudimento della prole, hanno vinto la causa contro l’azienda perché la giudice del lavoro di Bologna ha stabilito che “si sono trovate in una situazione di oggettivo ed estremo svantaggio rispetto a tutti gli altri lavoratori”.
Per questo motivo, per “senso comune” e per la testimonianza delle operaie “disperate", la giudice Chiara Zompi ha dato ragione alle facchine con figli piccoli che si erano ribellate ai turni che rendevano impossibile l’accudimento dei loro bambini.

La vicenda, seguita dal sindacato Si Cobas di Bologna, risale al 2019, quando il Lis Group, che ha in appalto la gestione del magazzino di Yoox Net a Porter Bologna aveva comunicato a un centinaio di operaie, il cambio degli orari di lavoro da marzo 2020.

Cancellato dall’oggi al domani il turno centrale, 8.30-15.30, e giornata lavorativa suddivisa su due turni, 5.30-13.30 e 14.30-22.30.
Fasce orarie non conciliabili per le madri lavoratrici, molte straniere e senza rete di sostegno per badare ai figli.
Il provvedimento aveva portato alle dimissioni di molte lavoratrici e una quindicina di loro avevano decido poi di fare causa: la giudice ha dato ragione alle operaie per il caso di “discriminazione indiretta”.
Questo genere di discriminazione si configura quando viene messa in atto “una condotta, una prassi, un atto aziendale di per sé leciti, e quindi conformi alle normative di tutela dei lavoratori in generale, che però realizzano l’effetto di porre una categoria di lavoratori, quella portatrice del cosiddetto ‘fattore di rischio’ in una situazione di particolare svantaggio", secondo la sentenza.

Le testimonianze disperate

Una delle lavoratrici, Liuba, madre single, ha raccontato alla giudice che con lo stipendio da 1.200 euro al mese non avrebbe potuto permettersi una baby sitter.
“Dovrebbe venire a casa mia alle 5 del mattino e farebbe più ore di me, praticamente. Se facessi il turno del pomeriggio sarebbe anche peggio perché la baby sitter dovrebbe andare a prendere il bambino al nido alle 17.30 e restare fino alle 22.30 e sono troppe ore da pagare”.
Una condizione che ha portato le lavoratrici nella stessa situazione di Liuba in un “oggettivo ed estremo svantaggio rispetto a tutti gli altri lavoratori”, ha rilevato la giudice.

La Lis Group ha fatto ricorso. Ma intanto dovrà assegnare alla lavoratrici madri di figli dietà inferiore ai 12 anni un turno centrale o un altro orario concordato.

Vicini alle lavoratrici anche gli operai della Gkn di Firenze che hanno accolto la sentenza, lamentando, però il lavoro di parte del sindacato che non ha difeso i diritti.
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