Djokovic potrebbe citare governo australiano per "maltrattamenti" e danni, compreso mancato premio

Novak Djokovic - Sputnik Italia, 1920, 20.01.2022
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Secondo il Sun, l'asso del tennis serbo Novak Djokovic, la cui battaglia con il governo australiano per il visto e la partecipazione negata agli Australian Open ha fatto notizia a livello mondiale, starebbe preparando un’azione legale contro Camberra.
L'attuale numero 1 al mondo di tennis starebbe valutando la possibilità di citare in giudizio il governo australiano per un ammontare pari a 3,8 milioni di euro di danni per "maltrattamenti", secondo gli addetti ai lavori citati dalla pubblicazione britannica, e i mancati guadagni derivanti dalla perdita del premio che già 9 volte aveva in passato vinto, partecipando al torneo.
Una fonte vicina al suo agente, Edoardo Artladi, è stata citata per aver detto:
“È risaputo che Novak e la sua famiglia ritengono che sia stato maltrattato nell'hotel di quarantena a Melbourne. Sua madre ha rivelato come fosse pieno di pulci e larve. È stato tenuto virtualmente prigioniero".
L'avvocato Toma Fila avrebbe aggiunto che lo sportivo "dovrebbe fare causa" dopo essere stato sottoposto a "trattamenti umilianti".
Durante il suo soggiorno a Melbourne, Djokovic è stato costretto a trascorrere la maggior parte del suo tempo al Park Hotel, utilizzato per ospitare i richiedenti asilo.
La saga era iniziata quando Djokovic, non vaccinato contro il COVID-19, è atterrato all'aeroporto di Melbourne il 5 gennaio, ed è culminata con la sua espulsione alla vigilia degli Australian Open, nonché, ulteriore colpo, un divieto di visto per tre anni.
I requisiti attuali richiedono che tutti i partecipanti agli Australian Open, dai giocatori, ai team, perfino agli spettatori, vengano vaccinati contro il COVID-19. Djokovic, oppositore nei confronti degli obblighi vaccinali, aveva tuttavia ottenuto un’esenzione approvata da due comitati medici indipendenti e da Tennis Australia, l'organo di governo dello sport nel paese, dopo aver fornito documenti che dimostravano che aveva recentemente avuto il COVID-19.
Tuttavia, i funzionari di frontiera hanno affermato che la sua esenzione non era valida, con il visto successivamente revocato per violazione delle regole di vaccinazione COVID del paese. Djokovic ha perso la sua battaglia legale di 11 giorni quando tre giudici della Corte federale hanno deciso all'unanimità, il 16 gennaio, di confermare la decisione del ministro dell'Immigrazione Alex Hawke di revocare il suo visto per la seconda volta.
Secondo Hawke, se Djokovic fosse stato autorizzato a rimanere, nonostante non vaccinato, ciò avrebbe potuto incitare a "disordini civili".
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