Sgarbi su Berlusconi e operazione scoiattolo: lui ci vuol provare fino alla fine

© AP Photo / Antonio CalanniSilvio Berlusconi e Vittorio Sgarbi
Silvio Berlusconi e Vittorio Sgarbi - Sputnik Italia, 1920, 19.01.2022
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Oltre all’ilarità per il nome, aveva suscitato non poco dibattito in Forza Italia l’uscita di Vittorio Sgarbi riguardo al fallimento “dell’operazione scoiattolo”, che lo vedeva come inviato speciale a caccia di voti per il cavaliere Silvio Berlusconi.
Berlusconi deve prendere atto della situazione, non ha i voti e si deve cercare un altro da candidare, aveva detto Sgarbi, e da Forza Italia avevano precisato che Sgarbi non è il portavoce del cavaliere e che lui non appartiene al partito.
Ma Sgarbi risponde per le rime, e all’Adnkronos riferisce che “io non sono 'lo Sgarbi di turno', ma un alleato che, alle scorse amministrative, ha presentato le liste 'Rinascimento' ottenendo il 2%. Sono stato invitato da Berlusconi ad Arcore per chiedermi, lui in persona (e non la Ronzulli di turno), di votare per lui”.
Sgarbi conferma la sua “lealtà incondizionata a Berlusconi”, ma non rinuncia alla sua “ragionevolezza politica”.
“Alla presenza, tra l’altro, della stessa Ronzulli, gli ho proposto, e Berlusconi ha condiviso, l’opportunità di affidarsi non a portavoce, ma di essere lui stesso la 'voce' che contattava i suoi colleghi parlamentari, fino a quel momento sconosciuti. E lui, altro che di fama, a loro”, afferma Sgarbi.
Sgarbi ci tiene a prendersi la sua parte di merito nell’operazione scoiattolo fallita.
“Con molti ha parlato, tramite me, al telefono; altri li ha incontrati personalmente. La mia azione è stata condivisa e ha portato a risultati che nessuno, al suo posto, avrebbe ottenuto. Non so quanti ne abbia convinti la Ronzulli, ma io ho raccolto, con Berlusconi in diretta, il consenso di 15 parlamentari”, afferma Sgarbi all’Adnkronos, particolarmente avvelenato dalle esternazioni della Ronzulli di ieri.
“Tutto potevano essere meno che segreti, trattandosi di confronti con colleghi. Il mio auspicio è che altri parlamentari si possano confrontare con lui, e dunque fargli ottenere i voti necessari. Nessuna rinuncia, fino all'ultimo, ragionevole tentativo”, anche se non condiviso a quanto pare, aggiunge l’onorevole Sgarbi.
Ed ancora Sgarbi aggiunge all’Adnkronos:
“E nessun dubbio che sia lui a dover valutare i risultati e a comunicarlo ai suoi alleati di cui, come sa la Ronzulli, io sono parte. Berlusconi ha straordinariamente e intelligentemente tenuto la scena, con alterni sentimenti e stati d’animo. E oggi è in una posizione di grande vantaggio, qualunque scelta faccia. Ha tenuto fin qui”.
Silvio Berlusconi - Sputnik Italia, 1920, 19.01.2022
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Berlusconi decide il presidente, non il Parlamento

E questa volta, a dispetto di quello che prevede la Costituzione italiana, non saranno i 1.009 grandi elettori a eleggere il presidente della Repubblica, ma sarà Berlusconi a farlo.
“E può decidere solo lui il presidente della Repubblica, o avendo i numeri (come gli auguro) o scegliendo, per e con tutto il centrodestra, il nome su cui gli altri gruppi convergano senza alternative”, conclude Sgarbio.
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