Mafie e Europa, criminologo Musacchio: serve cooperazione internazionale in ambito penale

Polizia in Italia - Sputnik Italia, 1920, 19.01.2022
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Le organizzazioni di stampo mafioso stanno evolvendo e diventando sempre più internazionali.
Per parlare di questo aspetto delle organizzazioni criminali e cercare di capire come potrebbero muoversi le autorità a riguardo, Sputnik Italia ha intervistato Vincenzo Musacchio, criminologo, giurista e associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA). Ricercatore dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. Nella sua carriera è stato allievo di Giuliano Vassalli, amico e collaboratore di Antonino Caponnetto, magistrato italiano conosciuto per aver guidato il Pool antimafia con Falcone e Borsellino nella seconda metà degli anni ’80. È oggi uno dei più accreditati studiosi delle nuove mafie transnazionali, un autorevole studioso a livello internazionale di strategie di lotta al crimine organizzato. Autore di numerosi saggi e di una monografia pubblicata in cinquantaquattro Stati scritta con Franco Roberti, dal titolo La lotta alle nuove mafie combattuta a livello transnazionale.
Musacchio è considerato il maggior esperto di mafia albanese e i suoi lavori di approfondimento in materia sono stati utilizzati anche da commissioni legislative a livello europeo.
- Professore, come valuta il sistema di giustizia penale europeo nella lotta al crimine organizzato?
- Se dovessi usare una sola parola, direi inefficace. Occorre assolutamente intensificare la cooperazione internazionale in materia penale, quale mezzo indispensabile per combattere e prevenire la criminalità organizzata transnazionale, comprendendo la corruzione, il traffico e il commercio di sostanze stupefacenti, il traffico di esseri umani, la criminalità economica, quella informatica e il terrorismo. L'Unione Europea è la prima vittima della nuova criminalità organizzata transnazionale, per cui bisognerà prendere atto di questo problema.
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- L’Unione europea adotta politiche criminali idonee alle evoluzioni delle nuove mafie?
- Guardi, io sono convinto che la pericolosità e la proliferazione delle nuove organizzazioni criminali mafiose richiedano una soluzione efficace e multiforme, preventiva e repressiva, che risponda alle attese dei cittadini e alle esigenze degli stati membri e che avvenga mediante il potenziamento della cooperazione tra gli stati membri dell’Unione Europea e la comunità internazionale. Non c’è una strada diversa. È l’unica via da percorrere. L’Unione Europea dovrà adottare una strategia comune più efficace per far fronte a problemi transnazionali posti dalla moderna criminalità organizzata.
- Quali sono le priorità dell’Unione Europea a questo riguardo?
- Attualmente sono state sviluppate e sono in corso numerose strategie e programmi (Programma dell'UE Stoccolma, Strategia di sicurezza interna dell'UE, IPA-MB dell'UE, Programma regionale dell'UNODC, Strategia e programma di lavoro dell'RCC, Strategia antiterrorismo delle Nazioni Unite). Gli obiettivi di queste strategie e programmi sono combattere la criminalità organizzata, il terrorismo e la corruzione, garantire la sicurezza dei cittadini, migliorare il funzionamento dei sistemi giudiziari e, in definitiva, rafforzare lo Stato di diritto.
- Questi programmi e queste strategie contribuiranno ad affrontare i problemi in questo campo a livello nazionale e transnazionale?
- Ribadisco che per ottenere il massimo risultato possibile nella prevenzione e nel contrasto del fenomeno criminale mafioso, le strutture giudiziarie nazionali e le organizzazioni sovranazionali dovrebbero armonizzare i loro ordinamenti e puntare i loro sforzi verso un'attuazione coerente e uniforme delle strategie elaborate. La lotta alla criminalità organizzata, all'immigrazione illegale, al terrorismo, alla corruzione, si combattono solo con un sistema di cooperazione giudiziaria interstatale tra le varie istituzioni coinvolte. La nuova criminalità organizzata transnazionale, in tutte le sue evoluzioni, può essere combattuta solo attraverso una prolungata cooperazione transfrontaliera.
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- Il processo di armonizzazione europeo, inevitabilmente, escluderà gli stati che non appartengono all’Unione Europea, come fare per porre rimedio a questa lacuna?
- Esistono i negoziati tra gli stati (convenzioni) e i protocolli istituzionali di cooperazione con vari paesi del mondo. Uno dei più importanti e che ci riguarda più direttamente è, ad esempio, quello con l’Albania, le cui organizzazioni criminali hanno una grande penetrazione in ambito europeo.
- Lei è italiano, quale potrebbe essere l'approccio della vostra esperienza in Europa, in tema di lotta alle mafie?
- L'esperienza italiana nella lotta alle mafie sicuramente potrà aiutare a risolvere casi complessi di criminalità organizzata transnazionale. In Unione Europea, come parlamentare c’è Franco Roberti, che è tra i magistrati più esperti nella lotta alla criminalità organizzata moderna. Sarebbe sicuramente una risorsa importante per lo sviluppo di parametri rilevanti della cooperazione internazionale e sono certo sarebbe in grado di contribuire pienamente al rafforzamento di un quadro efficace in grado di facilitare il coordinamento tra le strutture e le agenzie dell'UE (Eurojust, OLAF, EJN, Europol) e le organizzazioni regionali per la lotta alla criminalità organizzata transnazionale.
L'opinione dell'autore potrebbe non riflettere la posizione della redazione.
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