Djokovic possiede 80% azioni società biotech che studia vaccino universale contro il Covid

Novak Djokovic - Sputnik Italia, 1920, 19.01.2022
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Il campione della racchetta serbo ha trascorso le ultime due settimane a collezionare titoli sui giornali e nuovi sostenitori non per i successi in campo, ma per la sua battaglia con le autorità australiane dopo che gli è stato negato il visto per prendere parte agli Australian Open per la sua scelta no-vax.
Il numero uno del ranking Atp Novak Djokovic e sua moglie Jelena hanno acquistato una partecipazione dell'80% nella società biotecnologica danese QuantBioRes a metà del 2020, con la società impegnata in un farmaco "universale" contro il Covid-19, emerge dai documenti dell'azienda.
Si dice che la piccola azienda registrata a Soborg, che ha 11 dipendenti in tutta Europa e i cui altri proprietari includono investitori con sede nel Regno Unito e in Serbia, stia lavorando per utilizzare la tecnologia del "modello di riconoscimento risonante" alla base della sua cura anti-Covid e prevede di avviare studi clinici questa estate nel Regno Unito.
Il prodotto dell'azienda è un peptide, un inibitore volto a impedire al coronavirus di infettare le cellule umane subito dopo il contatto. La sezione "La nostra tecnologia innovativa" del sito web di QuantBioRes spiega la tecnologia come segue:
Matteo Bassetti - Sputnik Italia, 1920, 16.01.2022
Bassetti sul caso Djokovic: ha perso solo lui
“nel caso dei coronavirus, la glicoproteina spike, che è la prima ad attaccarsi alla membrana della cellula ospite, dando inizio all'infezione, è l'obiettivo più rilevante per la progettazione del vaccino. Per essere in grado di progettare un vaccino universale per tutti i coronavirus, identificheremo un parametro caratteristico comune per le proteine ​​spike di diversi ceppi e quindi utilizzeremo questo parametro per l'elaborazione del vaccino. A tale scopo, utilizzeremo il modello di riconoscimento risonante (resonant recognition model, RRM - ndr), che propone che la funzione biologica delle proteine ​​sia caratterizzata da determinate periodicità (frequenze) all'interno della distribuzione delle energie degli elettroni liberi lungo le proteine. L'RRM è in grado di identificare caratteristiche comuni per proteine ​​aventi la stessa funzione/interazione biologica, ma non necessariamente ad alto livello di omologia. In precedenza abbiamo utilizzato con successo il modello RRM nell'analisi del virus Hiv, dove abbiamo identificato caratteristiche comuni RRM per tutti i ceppi diversi e molto variabili del virus Hiv. Sulla base di questa caratteristica abbiamo progettato e testato sperimentalmente peptidi che verranno utilizzati nel vaccino universale per tutti i ceppi di Hiv”.
La spiegazione di QuantBioRes, pubblicata a metà del 2020, prevedeva, con successo, due problemi incontrati dai governi di tutto il mondo nella lotta contro il Covid-19: il fatto che i lockdown lascino gran parte della popolazione non infetta e quindi non immunizzata, e che è improbabile che i vaccini esistenti siano efficaci contro centinaia di potenziali mutazioni del coronavirus che erano già state identificate all'epoca.
"Il nostro metodo per creare un approccio rivoluzionario e nuovo (superamento dei problemi di mutazione) creerà la possibilità di generare un trattamento universale per tutti i retrovirus", ha concluso la società.
Ivan Loncarevic, Ad dell'azienda, è stato coautore di un documento intitolato "Possibility to Interfere with Coronavirus RNA Replication Analyzed by Resonant Recognition Model" nell'International Journal of Sciences, una rivista peer-reviewed ad accesso aperto, nel giugno 2021.
Novak Djokovic, tennista - Sputnik Italia, 1920, 18.01.2022
Caso Djokovic, ex tennista paragona battaglia per visto australiano con bombardamenti Nato in Serbia
I documenti di QuantBioRes non specificano quanto Djokovic abbia investito per l'80% della partecipazione sua e di sua moglie nella società. La coppia deve ancora commentare pubblicamente l'informazione.

Caso Djokovic e battaglia con governo australiano

Djokovic è arrivato in Australia per gli Australian Open il 5 gennaio. Il giorno successivo è stato mandato in un centro di detenzione per immigrati, poiché le autorità non erano convinte dei motivi dell'esenzione medica dello sportivo dalla vaccinazione anti-Covid. Quattro giorni dopo, Djokovic è stato rimesso in libertà su ordine del tribunale, ma venerdì il ministro dell'Immigrazione australiano Alex Hawke ha deciso di revocare nuovamente il visto dell'atleta "per interesse pubblico".
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