Uno studio rivela gli effetti della pandemia sul cervello dei bambini

© AP Photo / Ron HarrisGreen Pass esteso anche ai bambini vaccinati nella fascia di età 5-11 ma resta facoltativo
Green Pass esteso anche ai bambini vaccinati nella fascia di età 5-11 ma resta facoltativo - Sputnik Italia, 1920, 18.01.2022
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Secondo uno studio americano, i bambini nati durante l'emergenza Covid sono più indietro nello sviluppo psico-motorio rispetto agli altri. E con Omicron i casi di Long Covid rischiano di aumentare.
Il virus, l’isolamento, le mascherine: quanto hanno inciso e quanto incideranno sui bimbi “figli” della pandemia? Secondo gli scienziati, non ci sarà una “generazione ferita” dal Covid, ma le conseguenze, almeno nell’immediato, ci sono. A partire dal grembo materno.
Secondo una ricerca del NewYork-Presbyterian Morgan Stanley Children's Hospital di New York City, pubblicata su Nature, le donne che hanno scoperto di aspettare un bambino durante l’emergenza Covid sono state sottoposte ad un certo livello di stress collegato alla pandemia.
Tra loro, quelle che hanno sofferto di più di ansia e depressione in gravidanza hanno dato alla luce bambini con connessioni strutturali diverse tra l’amigdala, e cioè la regione del cervello che elabora le emozioni, e la corteccia prefrontale, che domina le funzioni esecutive.
La stessa ricerca, ripresa dal Messaggero, ha evidenziato come esistano differenze nel neuro sviluppo tra i bambini nati prima e dopo la pandemia.
Il secondo gruppo, quello dei piccoli nati nel pieno dell’emergenza sanitaria, ha ottenuto punteggi inferiori nei test motori e comunicativi, a prescindere dal fatto di aver contratto o meno l’infezione in famiglia.
La spiegazione del lieve ritardo riscontrato in molti bambini venuti al mondo tra un lockdown e l’altro risiede, secondo gli scienziati, sia nei livelli più o meno alti di stress prenatale, sia nelle diverse modalità di interazione da parte dei genitori.
La stessa ricerca, infatti, evidenzia come negli ultimi due anni, il numero di parole pronunciate da mamma e papà sia sostanzialmente diminuito. Anche l’isolamento e l’impossibilità di frequentare regolarmente altri bambini, sottolinea lo studio, influisce sullo sviluppo.
L’utilizzo delle mascherine, invece, non sembra aver influenzato particolarmente lo sviluppo dei piccoli.
Un esperimento dell’Università del Massachusetts ha dimostrato come non ci sono particolari problemi nell’interazione con gli adulti, nel caso specifico i rispettivi genitori.
La buona notizia è che gli effetti collaterali “secondari” del Covid non sembrano essere permanenti.

Secondo i ricercatori, potrebbero esserci delle difficoltà iniziali, ma si escludono danni a lungo termine. La ricetta per aiutare i più piccoli a superare il gap causato dalla pandemia è quello di stimolarli il più possibile attraverso gioco, lettura e coccole.

Il Long Covid tra i più piccoli

Infine, ci sono gli effetti diretti del virus. Secondo i dati che arrivano da Israele, con la variante Delta tra il 7 e il 10 per cento dei bambini che si sono infettati sviluppano il cosiddetto Long Covid, e cioè una serie di malesseri legati alla malattia che si protraggono nel tempo.
Con Omicron, il Long Covid sembra essere meno frequente, visto che la nuova variante, nella stragrande maggioranza dei casi, causa sintomi lievi.
D’altra parte, però, secondo i medici dello Sheba Medical Center di Ramat Gan, nel distretto di Tel Aviv, l’estrema contagiosità della nuova mutazione e di conseguenza l’alto numero di bambini destinati ad incontrare il virus farà sì che anche con percentuali minime i casi di Long Covid finiranno per essere di più rispetto a quelli causati dalla Delta.
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