Il Casino dell'Aurora va all'asta: Bill Gates e il sultano del Brunei tra i potenziali acquirenti

© AP Photo / Gregorio BorgiaПринцесса Рита Бонкомпаньи Людовизи демонстрирует фреску Гверчино в Казино дель Аврора, также известном как Вилла Людовизи в Риме
Принцесса Рита Бонкомпаньи Людовизи демонстрирует фреску Гверчино в Казино дель Аврора, также известном как Вилла Людовизи в Риме - Sputnik Italia, 1920, 18.01.2022
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Il magnate americano e il sultano del Brunei tra i possibili partecipanti all'asta da 471 milioni. Ma sul web in 40mila chiedono al ministero dei Beni Culturali di intervenire, per evitare che gli affreschi di Caravaggio e Guercino finiscano in mani straniere.
La lista dei possibili acquirenti è ancora segreta. Ma, stando alle voci che si rincorrono, tra i miliardari che potrebbero accaparrarsi il Casino dell’Aurora di Villa Ludovisi, uno degli edifici storici più preziosi della Capitale, ci sarebbero anche Bill Gates e il sultano del Brunei.
Della villa, che fu residenza romana della famiglia Ludovisi-Boncompagni e che custodisce al suo interno affreschi del Guercino e l’unico mai realizzato da Caravaggio, hanno scritto Gogol, James e D’Annunzio.

L’immobile è finito all’asta per decisione del tribunale di Roma, dopo il pignoramento di una parte del bene in seguito alla disputa ereditaria tra la terza moglie del principe Nicolò Boncompagni Ludovisi, morto nel marzo del 2018 e i figli nati dal primo matrimonio.

L’asta online partirà alle 15 del 18 gennaio e durerà 24 ore. Si parte da 471 milioni di euro. Gli invitati selezionati sono circa 20mila. E, come ricorda l’agenzia Agi, tra coloro che già in passato avevano tentato di accaparrarsi la villa di 2.800 metri quadrati ci sono anche il sultano del Brunei e il magnate americano fondatore di Microsoft.
Il “ticket” da pagare per partecipare ammonta il 10 per cento del prezzo iniziale del bene, che gli interessati saranno tenuti a depositare preventivamente.
Villa Ludovisi: Casino dell’Aurora con l'unico affresco di Caravaggio va all’asta
© REUTERS / Remo Casilli

Quarant’anni fa fu la Procura della Repubblica di Roma a bloccare la vendita all’asta di Villa Ludovisi, meglio conosciuta come Casino dell’Aurora, la perla della zona Flaminio-Parioli, ancor più di Villa Borghese.

Quarant’anni fa fu la Procura della Repubblica di Roma a bloccare la vendita all’asta di Villa Ludovisi, meglio conosciuta come Casino dell’Aurora, la perla della zona Flaminio-Parioli, ancor più di Villa Borghese. - Sputnik Italia
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Quarant’anni fa fu la Procura della Repubblica di Roma a bloccare la vendita all’asta di Villa Ludovisi, meglio conosciuta come Casino dell’Aurora, la perla della zona Flaminio-Parioli, ancor più di Villa Borghese.

© AP Photo / Gregorio Borgia

Un pignoramento di una parte della tenuta, senza esito di ristoro da parte di nessuno degli eredi, ha indotto il Tribunale di Roma a mettere all’asta l’intera villa.

Un pignoramento di una parte della tenuta, senza esito di ristoro da parte di nessuno degli eredi, ha indotto il Tribunale di Roma a mettere all’asta l’intera villa. - Sputnik Italia
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Un pignoramento di una parte della tenuta, senza esito di ristoro da parte di nessuno degli eredi, ha indotto il Tribunale di Roma a mettere all’asta l’intera villa.

© AP Photo / Gregorio Borgia

Adesso, a chiedere il blocco dell’asta, già bandita dal Tribunale capitolino, è lo storico dell’arte e docente universitario Tomaso Montanari: “Fermiamo questa vendita al miglior offerente. Non è possibile vendere a qualche Paperone sparso per il mondo, la più bella villa di Roma, che contiene l’unico dipinto murale di Caravaggio, lo splendido Nettuno e Plutone, e l’Aurora del Guercino".

Adesso, a chiedere il blocco dell’asta, già bandita dal Tribunale capitolino, è lo storico dell’arte e docente universitario Tomaso Montanari: “Fermiamo questa vendita al miglior offerente. Non è possibile vendere a qualche Paperone sparso per il mondo, la più bella villa di Roma, che contiene l’unico dipinto murale di Caravaggio, lo splendido Nettuno e Plutone, e l’Aurora del Guercino". - Sputnik Italia
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Adesso, a chiedere il blocco dell’asta, già bandita dal Tribunale capitolino, è lo storico dell’arte e docente universitario Tomaso Montanari: “Fermiamo questa vendita al miglior offerente. Non è possibile vendere a qualche Paperone sparso per il mondo, la più bella villa di Roma, che contiene l’unico dipinto murale di Caravaggio, lo splendido Nettuno e Plutone, e l’Aurora del Guercino".

© AP Photo / Gregorio Borgia

"Blocchiamo l’asta – sottolinea Montanari – nominando una commissione di esperti, con varie competenze che si pronunci intanto sul prezzo di vendita stabilito in 471 milioni di euro, che a me non pare congruo, ma che prefiguri anche un successivo intervento dello Stato, a tutela di un bene che dovrebbe tornare in mani pubbliche“.

"Blocchiamo l’asta – sottolinea Montanari – nominando una commissione di esperti, con varie competenze che si pronunci intanto sul prezzo di vendita stabilito in 471 milioni di euro, che a me non pare congruo, ma che prefiguri anche un successivo intervento dello Stato, a tutela di un bene che dovrebbe tornare in mani pubbliche“. - Sputnik Italia
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"Blocchiamo l’asta – sottolinea Montanari – nominando una commissione di esperti, con varie competenze che si pronunci intanto sul prezzo di vendita stabilito in 471 milioni di euro, che a me non pare congruo, ma che prefiguri anche un successivo intervento dello Stato, a tutela di un bene che dovrebbe tornare in mani pubbliche“.

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L'affresco del Caravaggio, un pezzo unico al mondo, raffigura i tre fratelli della mitologia classica, le divinità pagane Poseidone, Zeus e Ade, per i romani Nettuno, Giove e Plutone. Un olio su soffitto intonacato delle dimensioni 300×180 centimetri, datato intorno al 1597, su commissione del protettore di Caravaggio, Francesco Maria del Monte, vescovo, cardinale e diplomatico italiano, tra i più importanti committenti del pittore milanese. Si tratta di un pezzo unico nel suo genere, in quanto Michelangelo Merisi realizzava le sue opere maggiormente su tela e meno di frequente su tavola.

L'affresco del Caravaggio, un pezzo unico al mondo, raffigura i tre fratelli della mitologia classica, le divinità pagane Poseidone, Zeus e Ade, per i romani Nettuno, Giove e Plutone. Un olio su soffitto intonacato delle dimensioni 300×180 centimetri, datato intorno al 1597, su commissione del protettore di Caravaggio, Francesco Maria del Monte, vescovo, cardinale e diplomatico italiano, tra i più importanti committenti del pittore milanese. Si tratta di un pezzo unico nel suo genere, in quanto Michelangelo Merisi realizzava le sue opere maggiormente su tela e meno di frequente su tavola. - Sputnik Italia
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L'affresco del Caravaggio, un pezzo unico al mondo, raffigura i tre fratelli della mitologia classica, le divinità pagane Poseidone, Zeus e Ade, per i romani Nettuno, Giove e Plutone. Un olio su soffitto intonacato delle dimensioni 300×180 centimetri, datato intorno al 1597, su commissione del protettore di Caravaggio, Francesco Maria del Monte, vescovo, cardinale e diplomatico italiano, tra i più importanti committenti del pittore milanese. Si tratta di un pezzo unico nel suo genere, in quanto Michelangelo Merisi realizzava le sue opere maggiormente su tela e meno di frequente su tavola.

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Un edificio che racchiude in sé tesori artistici di rilievo: oltre al prezioso Caravaggio, sono presenti altre opere degne di nota, come le sale affrescate dal Guercino e poi statue e colonne. Ambienti che contano una superficie totale di 2.800 metri quadri per un prezzo base dell'asta di 471 milioni di euro, con offerta minima di 353.250.000 euro e con rilanci di un milione.

Un edificio che racchiude in sé tesori artistici di rilievo: oltre al prezioso Caravaggio, sono presenti altre opere degne di nota, come le sale affrescate dal Guercino e poi statue e colonne. Ambienti che contano una superficie totale di 2.800 metri quadri per un prezzo base dell'asta di 471 milioni di euro, con offerta minima di 353.250.000 euro e con rilanci di un milione. - Sputnik Italia
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Un edificio che racchiude in sé tesori artistici di rilievo: oltre al prezioso Caravaggio, sono presenti altre opere degne di nota, come le sale affrescate dal Guercino e poi statue e colonne. Ambienti che contano una superficie totale di 2.800 metri quadri per un prezzo base dell'asta di 471 milioni di euro, con offerta minima di 353.250.000 euro e con rilanci di un milione.

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Le domande si possono presentare fino al 17 gennaio 2022.

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Le domande si possono presentare fino al 17 gennaio 2022.

© AP Photo / Gregorio Borgia

L’asta telematica si aprirà il 18 gennaio e si consumerà nell’arco di 24 ore.

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L’asta telematica si aprirà il 18 gennaio e si consumerà nell’arco di 24 ore.

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Quarant’anni fa fu la Procura della Repubblica di Roma a bloccare la vendita all’asta di Villa Ludovisi, meglio conosciuta come Casino dell’Aurora, la perla della zona Flaminio-Parioli, ancor più di Villa Borghese.

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Un pignoramento di una parte della tenuta, senza esito di ristoro da parte di nessuno degli eredi, ha indotto il Tribunale di Roma a mettere all’asta l’intera villa.

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Adesso, a chiedere il blocco dell’asta, già bandita dal Tribunale capitolino, è lo storico dell’arte e docente universitario Tomaso Montanari: “Fermiamo questa vendita al miglior offerente. Non è possibile vendere a qualche Paperone sparso per il mondo, la più bella villa di Roma, che contiene l’unico dipinto murale di Caravaggio, lo splendido Nettuno e Plutone, e l’Aurora del Guercino".

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"Blocchiamo l’asta – sottolinea Montanari – nominando una commissione di esperti, con varie competenze che si pronunci intanto sul prezzo di vendita stabilito in 471 milioni di euro, che a me non pare congruo, ma che prefiguri anche un successivo intervento dello Stato, a tutela di un bene che dovrebbe tornare in mani pubbliche“.

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L'affresco del Caravaggio, un pezzo unico al mondo, raffigura i tre fratelli della mitologia classica, le divinità pagane Poseidone, Zeus e Ade, per i romani Nettuno, Giove e Plutone. Un olio su soffitto intonacato delle dimensioni 300×180 centimetri, datato intorno al 1597, su commissione del protettore di Caravaggio, Francesco Maria del Monte, vescovo, cardinale e diplomatico italiano, tra i più importanti committenti del pittore milanese. Si tratta di un pezzo unico nel suo genere, in quanto Michelangelo Merisi realizzava le sue opere maggiormente su tela e meno di frequente su tavola.

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Un edificio che racchiude in sé tesori artistici di rilievo: oltre al prezioso Caravaggio, sono presenti altre opere degne di nota, come le sale affrescate dal Guercino e poi statue e colonne. Ambienti che contano una superficie totale di 2.800 metri quadri per un prezzo base dell'asta di 471 milioni di euro, con offerta minima di 353.250.000 euro e con rilanci di un milione.

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L’asta telematica si aprirà il 18 gennaio e si consumerà nell’arco di 24 ore.

L'appello al ministro Franceschini

E non mancano le proteste. Sul web la petizione diretta al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, per chiedere al governo di acquistare il palazzetto ha già raccolto quasi 40mila firme.
“Lo Stato – protestano i promotori dell’iniziativa - avrebbe dovuto esercitare il diritto di prelazione sull'inestimabile affresco di Caravaggio valutato 350 milioni di euro, sui bellissimi dipinti di Guercino, su un giardino progettato da Lenottre (quello di Versailles, per intenderci...)”.

La proposta, quindi, per salvare dai fondi stranieri tesori come l’affresco del 1597, in cui Michelangelo Merisi raffigurò il globo terrestre circondato dai segni zodiacali con al centro Giove, Plutone e Nettuno, è quella di utilizzare i fondi in arrivo dall’Europa per la ricostruzione post-Covid.

“Si riconosce solo l'economia come grimaldello della società, ma, priva di creatività, la vita è diventata triste; la cultura non viene più annoverata tra le cose importanti; pare che un passato, seppur splendido, non serva più, il profitto ha serrato gli uomini in un presente privo di orizzonti”, si legge nel testo della petizione, che invita i cittadini a battersi perché “un altro pezzo di Italia, quella bella, vada svenduto”.
Lo Stato, ed in particolare il ministero dei Beni Culturali, come ricorda la stessa agenzia di stampa, può dichiarare entro 60 giorni dall’aggiudicazione di voler acquistare l’immobile, esercitando il proprio diritto di prelazione sugli altri acquirenti.
Nel caso in cui l'asta vada deserta, infine, la vendita verrà riprogrammata con una decurtazione del 20 per cento del valore.
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