Ci vuole ecologia anche nell'informazione

A toy on a PC - Sputnik Italia, 1920, 18.01.2022
Seguici suTelegram
Approfondimento
Venerdì 14 dicembre, l'Università di Milano-Bicocca ha presentato il progetto L.E.I. – Laboratorio di Ecologia dell’Informazione.
Il Progetto, promosso e introdotto dalla Rettrice Giovanna Iannantuoni, ha visto in Aula Magna Ferruccio de Bortoli, editorialista del Corriere della Sera, che ha dialogato con Stefano Moriggi, docente di Tecnologie della formazione dell’Università di Milano-Bicocca, sul tema: "Ecologia della parola". Intervenuti anche Alessandro Galimberti, giornalista de Il Sole 24 Ore, Alberto Sinigaglia, Stampa, Maria Grazia Riva, Pro-Rettrice per l’Orientamento e Delegata per la Comunicazione dell’Università di Milano-Bicocca, e Giulio Enea Vigevani, professore ordinario di Diritto costituzionale dell’Università di Milano-Bicocca. Sputnik Italia ha parlato con Stefano Moriggi, coordinatore del comitato scientifico del progetto L.E.I.
— Come è nato il progetto? Di chi è stata l’idea?
— Il progetto è nato per iniziativa della nostra Rettrice. Da sempre molto sensibile ai temi della comunicazione, la prof.ssa Giovanna Iannantuoni ha ritenuto opportuno comporre una squadra che si impegnasse nella realizzazione di un progetto dedicato all’informazione e rivolto a pubblici tra loro diversi, ma non per questo incompatibili. È stato così che, con l’aiuto della prof.ssa Maria Grazia Riva e della prof.ssa Lucia Visconti Parisio, ha messo insieme un gruppo di lavoro – di cui mi onoro di far parte – composto da docenti e giornalisti che negli ultimi mesi si sono adoperati al fine di progettare le tipologie di eventi e gli esperti che avrebbero potuto intercettare i bisogni formativi di studenti, dottoranti, giornalisti e professionisti della comunicazione.
— Ha un nome molto interessante. Può spiegare meglio il suo significato.
— La scelta di questo nome poggia sostanzialmente su due concetti a cui teniamo molto: l’approccio laboratoriale - direi anche artigianale - ai temi e ai problemi che danno forma e sostanza a quell’infosfera dentro cui cerchiamo di orientarci per essere cittadini consapevoli e responsabili. E poi il concetto di ecologia. Troppo spesso si associa il termine/concetto di ecologia a questioni esclusivamente ambientali. Ma il ragionamento (λόγος) sulla casa (οἶκος) comune può essere anche inteso – e noi in questa direzione ci siamo mossi – nei termini di quell’atteggiamento sistemico che consente di analizzare e frequentare il “mondo dell’informazione”, appunto, come un ambiente in continua evoluzione, dentro il quale dobbiamo sempre e di nuovo imparare a vivere a interagire in spazi e tempi continuamente riplasmati dall’innovazione tecnologica.
— La pandemia è stata un catalizzatore del progetto, visto che in questi due anni abbiamo sentito così tanta informazione, spesso contradittoria, o è nato “grazie” alla pandemia?
— Questa domanda andrebbe rivolta alla Rettrice. Dal mio punto di vista, non vi è dubbio che la pandemia abbia reso ancora più evidenti alcune criticità del mondo dell’informazione: basterebbe, a tal proposito, esaminare le difficoltà con cui è stata affrontata la comunicazione della scienza (e degli scienziati) in questi ultimi due anni. O, simmetricamente, come si è gestita la proliferazione di fake news – a cui non di rado si è dato (e si continua a dare) lo spazio e la legittimazione mediatica che non meritano. Detto ciò, è anche vero che già prima della pandemia si sentiva il bisogno di riflettere, mettendo insieme diverse conoscenze e competenze, sul presente e sul futuro dell’informazione per provare a disegnare insieme nuovi orizzonti di sostenibilità. E dunque eccoci qui…
Bandiera della Grecia - Sputnik Italia, 1920, 13.11.2021
In Grecia diventa reato penale la diffusione di fake news sul coronavirus
— A chi si rivolge maggiormente?

— Come accennavo, stiamo lavorando a un progetto rivolto a pubblici diversi, ma compatibili. A partire dai giornalisti, per i quali abbiamo pensato ad eventi e workshop utili al loro aggiornamento professionale (sarà infatti previsto per ciascun incontro il riconoscimento dei crediti opportunamente calcolati). Ma abbiamo pensato anche ad appuntamenti che possano rappresentare preziose opportunità di crescita culturale e professionale per studenti, dottorandi di ricerca oltre che per altri professionisti della comunicazione. In alcuni casi, inoltre, avvalendoci dei format e delle metodologie più opportune, realizzeremo eventi in cui i diversi pubblici a cui ci rivolgiamo potranno fruttuosamente confrontarsi e interagire in un inedito esperimento formativo.

Da non trascurare, infine, la costante attenzione per la cittadinanza. Gli eventi – come, per esempio, quello inaugurale con Ferruccio De Bortoli – saranno aperti a tutti, oltre che trasmessi in streaming dal canale YouTube di Ateneo.
— Le prospettive future…
— Auspichiamo che questa esperienza possa crescere e diventare presto un punto di riferimento per chiunque intenda prendere parte a un laboratorio permanente in cui confrontarsi e cimentarsi al fianco esperti nazionali e internazionali in quello che, a ben vedere, potrà essere un circoscritto, ma significativo, esercizio di democrazia.
L'opinione dell'autore potrebbe non riflettere la posizione della redazione
Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала