Breivik lo stragista: scontati i primi 10 anni di prigione, ora chiede la libertà vigilata

© AFP 2022 / POOL / HEIKO JUNGEAnders Behring Breivik
Anders Behring Breivik - Sputnik Italia, 1920, 18.01.2022
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Anders Behring Breivik, l’uomo che uccise 77 persone e ne ferì oltre 150 persone nel doppio attacco terroristico nel 2011 in Norvegia, ha scontato i primi 10 dei 21 anni della sua condanna e ora chiederà la libertà vigilata, ha fatto sapere il suo avvocato.
Breivik, di gran lunga il peggior assassino di massa nella storia della Norvegia moderna, è pronto a chiedere la libertà condizionale, sostenendo di non essere più una minaccia per la società.
“È in custodia ed è scaduto il periodo minimo. Ha così l'opportunità di vedere processata in tribunale la questione della sua ulteriore permanenza in carcere. È quello che vuole”, ha detto l'avvocato di Breivik, Øystein Storrvik, all'emittente nazionale NRK.
Nel 2012, Breivik venne condannato alla pena massima prevista in Norvegia, 21 anni, per la sua follia omicida contro il quartiere del governo a Oslo e il campo estivo per adolescenti del partito laburista. La sentenza conteneva una clausola usata raramente all'interno del sistema giudiziario norvegese: potrà essere trattenuto a tempo indeterminato se ancora considerato un pericolo per la società.
Nel frattempo, il procuratore di Stato Hulda Karlsdottir, ha avvertito che esiste il rischio che Breivik commetta nuovi e gravi crimini al momento del suo rilascio. Sulla base di una recente valutazione del rischio, Karlsdottir ha affermato che Breivik avrà ancora il desiderio e la capacità di commettere omicidi brutali.
La stessa opinione è stata ripresa da Berit Johnsen, professore di ricerca presso l'University College of Norwegian Correctional Service (KRUS), che ha definito "improbabile" il rilascio di Breivik, e lo psicologo Randi Rosenqvist, che ha valutato Breivik nel 2012 e ha asserito di non aver riscontrato “alcun sostanziale cambiamento nella sua personalità".
Le famiglie delle vittime e dei sopravvissuti, così come i giornalisti norvegesi, hanno espresso il timore che Breivik possa utilizzare l'audizione per diffondere le sue opinioni.
Lo stesso Breivik ha, nel frattempo, inviato messaggi contraddittori sul suo comportamento, dall'esprimere rimorso da una parte, al dire di voler "continuare la sua lotta" dall’altra, fino all'avventurarsi in teorie secondo le quali la violenza fosse “necessaria” per raggiungere fini politici.
Il 22 luglio 2011 Breivik fece esplodere un'autobomba fuori dalla sede del governo di Oslo, uccidendo otto persone. Successivamente si recò nella vicina isola di Utøya armato di fucile automatico e aprì il fuoco contro il campo estivo annuale dell'ala giovanile del Partito Laburista, uccidendo altre 69 persone, per lo più adolescenti.
Prima dell'atto terroristico, Breivik aveva compilato e diffuso un manifesto di 1.500 pagine contro il multiculturalismo e l'Islam, in cui incolpava anche il femminismo del “suicidio culturale” dell'Europa.
In prigione, Breivik ha continuato a fare notizia con le sue lamentele sulle condizioni "disumane" della sua reclusione, facendo saluti nazisti in tribunale, inviando estratti del suo manifesto ai sopravvissuti e cambiando legalmente il suo nome in Fjotolf Hansen.
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