Renzi scarica Berlusconi: nessuna possibilità di essere eletto presidente della Repubblica

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia, 1920, 17.01.2022
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Si amplia nel cuore dei partiti ago della bilancia per l’elezione del Presidente della Repubblica, il fronte di coloro i quali si oppongono al nome di Silvio Berlusconi come Capo dello Stato.
Matteo Renzi fondatore di Italia Viva, ed ex Partito Democratico, ha affermato dalla sua neonata Radio Leopolda che “Berlusconi non ha alcuna chance di essere eletto al Quirinale. I numeri non ci sono. Qualcuno dovrebbe dirglielo ma Berlusconi è circondato solo da yes men”, ha affermato come riporta l’Adnkronos.
E poi ha proseguito Renzi: “Basta con questo atteggiamento compro-baratto e vendo. Qualcuno glielo dica a Berlusconi. Io credo che anche per la Meloni e Salvini, quella di Berlusconi sia un'operazione a perdere. Il centrodestra se insiste porta Berlusconi a sbattere e viceversa”.
Ieri era intervenuto anche Giovanni Toti, fondatore di Coraggio Italia e partito di centrodestra. Questi aveva avvertito a mezzo stampa Berlusconi che rischia di fare la stessa “fine” di Romano Prodi nel 2013. Questi fu infatti bruciato dai cosiddetti franchi tiratori del suo stesso partito che gli votarono contro.
Prima di sciogliere la sua riserva, ha suggerito Toti a distanza al Cavaliere, sarebbe meglio che verificasse i suoi numeri.

Elezione Capo dello Stato

Attualmente Berlusconi aspirerebbe ad essere eletto dalla quarta votazione, quando cioè la Costituzione prevede la maggioranza più uno dei grandi elettori per nominare il presidente della Repubblica.
Tuttavia, i grandi elettori del centrodestra da soli non bastano neppure dalla quarta votazione. La presa di posizione di Toti, che del centrodestra fa parte, appare essere un messaggio lanciato alla sua stessa area di appartenenza.

Mastella consiglia Berlusconi

Secondo il Corriere della Sera, poi, pare che Berlusconi e Mastella si siano sentiti al telefono e che quest’ultimo gli abbia suggerito uno schema per capire chi lo tradisce durante le votazioni.
Lo schema è semplice, e già in precedenti votazioni è stato utilizzato per l’elezione del Capo dello Stato. Mastella ha suggerito al Cavaliere di far scrivere il suo nome in modo diverso per ciascuno partito che a parole dicono di sostenerlo.
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