Crisanti, dal Covid al Quirinale, ha un’opinione sul prossimo presidente: donna

Andrea Crisanti - Sputnik Italia, 1920, 17.01.2022
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Il professore Crisanti ormai spazia nelle sue opinioni, portandosi ben oltre la sua sfera di competenza che è la virologia. E così il professore Crisanti entra nel dibattito pubblico sulla nomina del presidente della Repubblica, e seppur il suo parere non abbia alcun valore politico, spera che il prossimo Capo dello Stato possa essere una donna.
Ma vorrebbe una donna politica e non un tecnico, perché “la Presidenza della Repubblica è una carica politica, la carica politica per eccellenza, è eletto dal Parlamento”, dice all’Adnkronos.
Quindi scartata Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia, ma che è estranea alla politica, tra le donne restano Maria Alberta Casellati, attuale presidente del Senato, e Giorgia Meloni che però è saldamente alla guida del suo partito Fratelli d’Italia.
Certo il nome di una donna guadagna spazio, dopo che Matteo Renzi questa mattina e Giovanni Toti nella giornata di domenica, hanno fatto capire a distanza a Silvio Berlusconi che di candidarsi non è aria, perché non prenderebbe i voti necessari: 505 alla quarta votazione. Almeno non i loro.
Quindi una donna presidente gli piacerebbe a Cristanti, ma “niente nomi”, precisa, perché va bene fare l’opinionista barcamenandosi tra il Covid-19 e il Quirinale, ma non vuole “essere tirato da una parte e dall’altra”.
“Penso che in Parlamento oggi siedano delle donne con una grande sensibilità ed esperienza di molteplici legislature. Donne che hanno una storia importante”, afferma il professore Crisanti.

Principi di integrità

“Io penso che non conti tanto il presidente, quanto la sensibilità degli italiani, di chi li rappresenterà nella scelta del Capo dello Stato”, riflette il virologo.
“Mi piacerebbe che avessero in questo caso la stessa sensibilità degli inglesi, che si indignano perché Boris Johnson ha fatto un party durante il lockdown. Spero che adottino questo stesso tipo di principi e valori. Dovrebbero essere i grandi elettori ad averli e mi piacerebbe che interpretassero questi principi di integrità”.
E mentre manca una settimana all’inizio delle votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica, la prima in una pandemia, il parere su chi sarà il prossimo Capo dello Stato si chiede anche ai virologi. Un vero unicum nella storia repubblicana.
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